ATTUALITA' DEL TERRITORIO

In Lombardia i ‘nuclei di sicurezza urbana e tutela ambientale’ della Polizia locale diventano realtà. Lo ha deciso la Giunta regionale, con l’approvazione di una delibera proposta dall’assessore alla Sicurezza e Polizia locale Riccardo De Corato. Un provvedimento giudicato “utile e importante” dal presidente della Regione Attilio Fontana, che ha sottolineato come “il tema della sicurezza, da qualsiasi punto di vista lo si guardi, sia al centro dell’attenzione del nostro modo di lavorare”. Regione Lombardia e i comuni capoluogo di provincia lavoreranno insieme per l’elaborazione e la realizzazione di progetti finalizzati all’attivazione sperimentale di questi ‘nuclei’ che opereranno, in generale, per interventi a sostegno della sicurezza urbana anche declinati a casi specifici, quali il contrasto ai reati ambientali. In questa prima fase sperimentale sono coinvolti i Comuni di Como, Cremona, Lodi, Mantova, Pavia, Varese, che hanno aderito alla proposta di sottoscrizione dell’accordo, ma anche altre città, in primis Milano, sono già in contatto con gli uffici regionali per aderire a questa iniziativa. La Regione riconosce agli enti sottoscrittori un contributo complessivo di 640.000 euro nel triennio 2019-2021, una parte destinati all’ impiego del personale di Polizia locale e per acquisto di materiali tecnici di consumo, l’altra per l’acquisto di strumentazione tecnica da utilizzare negli interventi di sicurezza urbana ed ambientale. “Ad aprile – ha aggiunto l’assessore – abbiamo illustrato a tutti i comuni capoluogo di provincia e alla Città Metropolitana di Milano le nostre proposte. In totale sono disponibili 1,8 milioni per il triennio 2019-2021”. “Questa iniziativa – ha evidenziato l’assessore De Corato – fa riferimento alla legge regionale 6 del 2015, che prevede, appunto, l’istituzione di ‘nuclei di Polizia locale’ e ne definisce le modalità di organizzazione e attivazione.Regione Lombardia è il soggetto promotore degli accordi tra gli enti locali con le prefetture direttamente interessate”.

Grazie all’impegno di FIAB Abbiateinbici, che ha lavorato a stretto contatto con i tecnici di FIAB nazionale, le due ciclovie che transitano nell’Abbiatense, facenti parti del Piano Regionale delle Piste Ciclabili, sono ora pubblicate su Bicitalia.org. Perché è importante essere su Bicitalia? Perché è il modo con il quale i cicloturisti italiani e stranieri trovano i percorsi più interessanti. Con una adeguata segnaletica, molte delle migliaia di persone che annualmente percorrono questi itinerari in bici o a piedi potranno essere invogliate a entrare in città per gustarne le bellezze. Bicitalia è un progetto nazionale di Fiab (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta) che mira a dotare il nostro paese, così come la stragrande maggioranza dei paesi europei, di una rete ciclabile che metta in connessione tra loro tutte le regioni italiane attraverso un network di ciclovie di qualità. La Fiab ha individuato 20 itinerari principali per un totale di più di 18.000 km non tutti già infrastrutturati. Questo significa che alcune tratte sono di progetto e che altre sono pedalabili solo parzialmente. Attraverso il lavoro sul campo dei volontari di Fiab, per ogni itinerario è stato individuato il miglior percorso possibile. Ogni itinerario è rappresentato da una specifica scheda dove l’interessato potrà trovare in mappa le tratte fino ad oggi caricate, alcune informazioni pratiche, notizie storiche, luoghi da visitare, ecc. Anche dal nuovo Codice della Strada viene una opportunità per aumentare la sicurezza e la vivibilità (che poi sono i motivi per i quali tanti nuovi residenti si sono qui trasferiti) della nostra città. Nell’ambito della revisione del Piano Generale del Traffico Urbano, si potrebbe anticipare quanto previsto dal CdS, istituendo “le strade scolastiche, zone a traffico o velocità limitato o aree pedonali, almeno negli orari di ingresso e di uscita degli alunni, nei pressi delle scuole”. Ad esempio, un’area pedonale temporanea in via Legnano, nel tratto compreso tra via Soderini e via IV Novembre dove si affacciano ben tre plessi scolastici (scuola materna, elementare e media) frequentate da un migliaio di giovanissimi, avrebbe un impatto positivo immediato sulla salute dei ragazzi, migliorando la qualità dell’aria. Quasi la metà di loro va a scuola a piedi o in bici muovendosi nell’ingorgo degli automobilisti che a passo d’uomo accompagnano i loro figli fino all’ingresso della scuola. E tutti, all’aperto o all’interno dei veicoli, respirano la stessa aria inquinata dalle emissioni dei motori. Ultima ma non meno importante notizia: torna anche quest’anno, dal 15 al 22 settembre, la Settimana Europea della Mobilità sostenibile (SEM), e noi di FIAB Abbiateinbici stiamo preparando un ricchissimo calendario di iniziative (mostre fotografiche, cicloescursioni, serata a tema, premi a chi va a scuola in bici, raccolta di percorsi cicloturistici georefereziati…), cui sarà data evidenza nazionale diffondendolo su numerosi siti on-line dedicati alla mobilità lenta e consapevole. Maggiori dettagli nella conferenza stampa prevista all’inizio di settembre.

La Regione Lombardia, su proposta dell'assessore all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi, ha deliberato lo stanziamento di 6 milioni di euro per finanziare un bando destinato alla creazione di nuovi boschi, il miglioramento di quelli esistenti e le sistemazioni idraulico-forestali nei territori di pianura e collina. Il bando aprirà a metà settembre e finanzierà gli interventi mirati alla protezione, conservazione, valorizzazione degli ecosistemi forestali, alla tutela della biodiversità, alla creazione di nuovi boschi nelle aree a insufficiente coefficiente di boscosità e alla prevenzione del dissesto idrogeologico nelle aree delle colline pedemontane fuori dalle Comunità montane. "È un bando innovativo, il primo a livello regionale volto a finanziare boschi anche in ambito urbano - ha dichiarato l'assessore Rolfi -. Molti sindaci stanno pensando a progetti in questo settore per migliorare la qualità ambientale delle città"."La Regione - ha concluso - vuole essere al loro fianco. Daremo priorità a interventi di filiera per valorizzare le essenze e le aziende lombarde".

È di 1.600.000 euro il finanziamento messo a disposizione dal bando regionale per le associazioni sportive dilettantistiche lombarde. L'atto fa seguito alla delibera recentemente approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell'assessore allo Sport e Giovani Martina Cambiaghi. "L'obiettivo - ha spiegato Martina Cambiaghi - è permettere alle società sportive di continuare a svolgere in modo concreto le attività, dando la possibilità a migliaia di Lombardi, grandi e piccoli, di coltivare le proprie passioni". "Negli ultimi quattro anni - ha aggiunto - sono 1.400 i soggetti che hanno già usufruito del sostegno regionale con fondi per oltre 7,6 milioni di euro destinati alle società sportive". Sono due le linee di intervento per le quali si potrà richiedere un contributo che varia da 1.000 a 5.000 euro. La prima, con risorse pari a 100.000 euro, è rivolta a comitati e delegazioni regionali delle federazioni sportive nazionali, delle discipline sportive associate e degli enti di promozione sportiva, con un budget dedicato di 10.000 euro alle federazioni sportive paralimpiche. La seconda, con uno stanziamento di 1.500.000 euro, è stata pensata a favore di associazioni e società sportive dilettantistiche. Con un fondo di 100.000 euro dedicato alle associazioni sportive affiliate al Comitato italiano paralimpico. Per le associazioni che hanno sede legale od operativa nei Comuni montani delle aree svantaggiate o nelle zone colpite da calamità naturali negli anni 2018 e 2019 è prevista una premialità del 20 per cento del punteggio. È possibile partecipare al bando esclusivamente online, all'indirizzo www.bandi.servizirl.it, dalle ore 12 del 4 settembre alle ore 12 del 4 ottobre. A fianco ai tradizionali criteri (numero complessivo di tesserati e di età inferiore a 18 anni, storicità dell'associazione e titoli sportivi conseguiti), per il 2019 le associazioni e le società dovranno dimostrare la presenza di tesserati o collaboratori in possesso di attestazione sulle tecniche salvavita rilasciata dai centri di formazione Blsd riconosciuti da Areu.

Itinerari integrati per il viaggio in treno e giri in battello sui laghi di Lombardia, fra visite di ville storiche, passeggiate nei suggestivi vicoli dei paesi lacustri, escursioni nella natura: con il pacchetto di promozione turistica “Discovery Train”, Trenord propone idee per una gita fuori porta fra le bellezze della Regione da raggiungere con il treno, mezzo di trasporto sostenibile e comodo. Un’iniziativa che guarda anche alla convenienza: i biglietti speciali di “Discovery Train” propongono prezzi convenzionati per il viaggio andata e ritorno in treno da tutte le stazioni in Lombardia, la navigazione sui laghi e la visita a dimore storiche sulle sponde lacustri. Le sponde del Lario, sia via Lecco che via Como, con Villa Carlotta; il Garda; il lago Maggiore con la splendida Villa Taranto; il lago d’Iseo e Monte Isola: cinque sono le proposte ideate per guidare turisti e viaggiatori alla scoperta delle attrattive turistiche del territorio. Gli itinerari per i laghi si aggiungono a itinerari “Discovery Train” che portano i viaggiatori a trascorrere una giornata fra arte e cultura nelle città lombarde, a pedalare sulle sponde del Mincio o del Garda o a vivere un’esperienza di trekking sulla Via Francigena, a godersi il divertimento di Gardaland o di grandi eventi, come il Gran Premio di Monza. I biglietti speciali “Discovery Train” si possono acquistare nelle biglietterie Trenord, presso i punti vendita autorizzati, presso i distributori automatici.

Regione Lombardia e Universita’ Cattolica del Sacro Cuore di Milano, in occasione dei 1450 anni dell’arrivo del popolo longobardo in Italia (568-569) – anniversario che ricorre quest’anno – rinnovano la loro ormai consolidata collaborazione, allo scopo di sostenere iniziative congiunte. L’obiettivo e’ promuovere la ricerca e la diffusione della conoscenza della civilta’ longobarda. Lo prevede una delibera approvata della Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Autonomia e Cultura Stefano Bruno Galli. Ammontano a 150.000 euro le risorse che Regione Lombardia ha messo a disposizione per la realizzazione di ricerche e convegni, pubblicazioni, iniziative ed eventi per il triennio 2019-2021, a fronte di una spesa complessiva di pari entita’ prevista dal Piano pluriennale dell’Ateneo milanese. Il Piano, condiviso da Regione Lombardia, e’ finalizzato alla valorizzazione del patrimonio culturale del territorio e alla promozione dei siti regionali legati ai longobardi e inclusi nella lista del patrimonio mondiale dell’umanita’ dell’Unesco. “All’antica tribu’ germanica dei Longobardi questa regione deve il proprio nome. Numerose sono le tracce della loro presenza sul nostroterritorio, a cominciare dalla toponomastica: e’ giusto diffondere l’amore e la passione per la civilta’ longobarda, che ha contribuito a fare grande la nostra terra. Quest’anno, poi,c’e’ una ricorrenza favorevole, quella dei 1450 anni dal loro arrivo in Italia. Si tratta – commenta l’assessore Galli – di una ricorrenza decisiva per lo sviluppo della societa’ e della storia lombarda e dell’intero Paese. Puntiamo molto su questo progetto e sulle iniziative di carattere scientifico e divulgativo, organizzate congiuntamente con l’Universita’ cattolica di Milano. Le vestigia concretamente visibili sul nostro territorio rappresentano una chiave d’accesso privilegiata ai segreti del passato, al loro approfondimento e alla loro condivisione anche con le nuove generazioni”.

Edizione 2019 di Goletta dei Laghi. Come ogni anno in Lombardia sono stati oggetto di monitoraggio il Sebino, il Lario, il Verbano, il Ceresio e il Benaco, per un totale di 29 punti di campionamento delle acque. Sulle sponde lombarde dei laghi analizzati, sono risultati entro i limiti 20 punti, mentre inquinati 1 e fortemente inquinati 8. Il Dossier Laghi del Nord 2019 presentato da Legambiente raccoglie l’analisi dell’edizione appena conclusa di Goletta dei laghi e uno storico dei risultati degli anni precedenti che, in molti casi, dimostrano come le problematiche siano croniche (vd. tabelle riassuntive nel dossier allegato). In 14 anni di campagna attraverso i bacini italiani, la Goletta dei Laghi ha spesso denunciato come i problemi principali dell’inquinamento dei bacini lacustri riguardino i servizi di fognatura e depurazione le cui prestazioni rimangono ben lontane dagli obiettivi previsti dalla normativa ambientale europea. Il trattamento dei reflui urbani in particolare – le acque di scarico degli insediamenti civili ed industriali – resta uno degli interventi più urgenti da realizzare per abbattere i forti carichi di sostanze che raggiungono i corpi idrici senza essere state adeguatamente trattate. Le cause sono principalmente legate all’immissione di scarichi fognari civili ed industriali non correttamente depurati, al malfunzionamento dei sistemi di depurazione o addirittura all’assenza di tecnologia; all’attivazione degli scolmatori della rete fognaria durante le piene, con conseguente ingresso di carichi inquinanti non depurati; all’impermeabilizzazione del suolo e all’artificializzazione delle sponde che limita fenomeni autodepurativi. L’80% degli oggetti ritrovati sono in plastica, il 5% in vetro e il 5% in carta/cartone. Seguono con minori percentuali metallo, gomma, tessili e legno. In gran parte sono rifiuti che derivano dalla cattiva gestione di quelli urbani e che vengono trasportati dal vento e dalle acque meteoriche dalle zone urbanizzate alla spiaggia, interfaccia con le acque lacustri. Ma il 7% dei rifiuti rilevati provengono anche dalla cattiva depurazione: si tratta di bastoncini cotonati per la pulizia delle orecchie in plastica (al bando in Italia dal gennaio 2019 in favore di alternative biodegradabili e compostabili), blister dei medicinali, aghi da insulina, contenitori delle lenti a contatto, assorbenti, applicatori e altri oggetti di questo tipo che ritroviamo sulle spiagge.Sono 4 i rifiuti che rappresentano la metà di quelli classificati (su 150 categorie) e sono i mozziconi di sigaretta, in primis, per il 26%, prezzi e frammenti di plastica per il 16%, sacchetti di patatine e incarti di dolciumi per il 7% e cotton fioc per il 5%.

Uno stanziamento di 112 milioni di euro per potenziare e sviluppare la rete ferroviaria regionale in concessione Ferrovie Nord, incrementando le condizioni di sicurezza e la manutenzione. Lo prevede una delibera approvata nel corso della seduta della Giunta regionale, su proposta dell’assessore alle Infrastrutture, Trasporti e Mobilita’ sostenibile Claudia Maria Terzi. In particolare, dei 112 milioni di investimenti (periodo 2019-2023), 53,250 milioni sono destinati alla realizzazione di nuovi interventi e altri 58,7 milioni al piano di manutenzioni straordinarie. “Questi 112 milioni – ha spiegato l’assessore Terzi – sono risorse interamente regionali -. Si tratta di uno sforzo considerevole che mettiamo in campo per l’efficienza delle linee afferenti alla Regione, quelle di competenza diretta di Ferrovienord, potenziando la rete e implementando la sicurezza ferroviaria, in modo da creare le condizioni infrastrutturali per efficientare il servizio. I 112 milioni si aggiungono agli investimenti gia’ approvati lo scorso anno”. “Il nostro impegno per le reti gestite da Ferrovienord prosegue con convinzione – ha aggiunto -: stiamo parlando di opere davvero strategiche, che potranno innescare miglioramenti tangibili nell’offerta agli utenti. Gli interventi interessano la rete regionale, che attraversa i territori delle province di Milano, Monza, Como, Brescia, Varese”. Tra i 53,250 milioni stanziati per le nuove opere si segnalano: – 30 milioni per il potenziamento del nodo di Bovisa, sul quale transitano 800 treni al giorno: saranno realizzati 4 nuovi binari, passando da 8 a 12, determinando cosi’ ricadute positive su tutte le linee di Ferrovienord, oltre che sui flussi di traffico del passante ferroviario e dei treni diretti alle stazioni di Porta Garibaldi e Centrale, compresi i convogli per il collegamento a Malpensa;  – 14,350 milioni per la linea Milano-Seveso-Asso, in particolare per l’eliminazione dei passaggi a livello di Seveso (5,350 milioni) e Meda (9 milioni). Questi interventi risolveranno le interferenze strada-ferrovia, contribuendo a una maggiore efficienza e regolarita’ del servizio ferroviario; – 2,4 milioni per il finanziamento del progetto di evoluzione del sistema di bigliettazione elettronica a livello regionale. Si tratta di un finanziamento che si aggiunge ai 30 milioni gia’ investiti da Regione e destinati aziende del Tpl per l’attuazione di questa misura: sara’ realizzato un centro servizi a livello regionale, al quale si collegheranno tutti i sistemi di bigliettazione elettronica locali. Sara’ cosi’ possibile gestire su una sola tessera elettronica tutti i titoli di viaggio utilizzati sull’intero territorio regionale. Il sistema di bigliettazione elettronica sara’ attivo a livello regionale a partire dall’autunno 2020; – 6,5 milioni per interventi di potenziamento infrastrutturale e tecnologico sulla rete del ramo di Milano e del ramo di Brescia. “Oltre 58,7 milioni – ha aggiunto Terzi – sono destinati a interventi di manutenzione straordinaria. Tra questi: il rinnovamento degli armamenti e altre opere di efficientamento delle linee, la messa in sicurezza di sottostazioni elettriche, la riqualificazione di sottopassi, lavori su fabbricati a disposizione dei viaggiatori, scale mobili e ascensori per migliorare l’accessibilita’ ai treni, in particolare per persone a mobilita’ ridotta e famiglie con bambini piccoli”. “Molti di questi interventi – ha concluso – non sono immediatamente visibili dagli utenti, ma sono fondamentali per il buon funzionamento del servizio. La parte visibile degli interventi consentira’, per esempio, di rendere piu’ accessibili le banchine e i sottopassi”.

Via libera, in Consiglio regionale, all’emendamento della Lega all’assestamento di bilancio che limita in Lombardia la sosta ai camper e alle roulotte nelle aree ad uso agricolo. Primo firmatario e’ il vicecapogruppo del Carroccio, Andrea Monti: “Sono soddisfatto per l’accoglimento della mia proposta che ha perfezionato l’emendamento al bilancio approvato dalla commissione Territorio su proposta degli assessori Rolfi e Foroni”. Una proposta che, secondo la Lega, “limitera’ fortemente la sosta dei camper e delle roulotte ed e’ finalizzata a contrastare gli insediamenti abusivi di campi nomadi nelle zone che invece dovrebbero essere destinate alla nostra agricoltura”, come spiega il relatore. Le modifiche introdotte consentiranno dunque ai Comuni di poter derogare a questa disposizione in occasione di sagre e fiere o eventi di tipo ludico e sportivo. “Nonostante le critiche strumentali del Partito Democratico, come sempre interessato a difendere i soliti nomadi- prosegue Monti- abbiamo portato a casa un risultato importante. Si e’ conciliato le esigenze di legalita’ e di salvaguardia del suolo agricolo da insediamenti non autorizzati e lesivi, con la necessita’ di garantire norme adeguatamente elastiche per i Comuni nei casi di manifestazioni di interesse pubblico”. Un provvedimento che il vicecapogruppo leghista definisce “equilibrato” e “nell’interesse degli agricoltori lombardi”.

È stato approvato dal Consiglio regionale un emendamento all’assestamento di bilancio, presentato dalla Lega, per stanziare 60mila euro a favore del completamento di interventi già programmati di riqualificazione delle sponde del Naviglio Grande. “Lo stanziamento approvato dal Consiglio – ha spiegato l’assessore regionale a Infrastrutture, Trasporti e Mobilità sostenibile Claudia Maria Terzi – è utile per intervenire su una situazione specifica che riguarda un tratto del Naviglio Grande. I nostri sforzi proseguono nella direzione di garantire sicurezza, decoro e fruibilità dei Navigli lombardi”.  “Regione Lombardia – ha proseguito Terzi – continua a investire nella riqualificazione e valorizzazione dei Navigli, tra sistemazione delle sponde, recupero delle conche, progettualità e opere connesse al rilancio di questo tesoro lombardo. I Navigli – ha concluso – sono parte della nostra storia e, non dimentichiamolo, costituiscono un’opportunità di sviluppo dal punto di vista turistico e imprenditoriale”.

Oltre agli uomini, a soffrire il caldo sono anche gli animali nelle case e nelle fattorie dove le mucche con le alte temperature stanno producendo per lo stress fino ad oltre il 10% di latte in meno rispetto ai periodi normali. È quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti Lombardia sugli effetti dell’innalzamento della colonnina di mercurio negli allevamenti, dalle stalle ai pollai fino agli alveari. Per le mucche – sottolinea la Coldiretti Lombardia – il clima ideale è fra i 22 e i 24 gradi, oltre questo limite mangiano poco, bevono molto e producono meno latte. Per questo – rileva la Coldiretti – sono già scattate le contromisure anti afa nelle stalle dove sono in funzione anche ventilatori e doccette refrigeranti per aiutare le mucche a sopportare meglio la calura mentre gli abbeveratoi lavorano a pieno ritmo perché con le alte temperature ogni animale arriva a bere fino a 140 litri di acqua al giorno contro i 70 dei periodi più freschi. Al calo delle produzioni di latte si aggiunge così anche – precisa la Coldiretti – un aumento dei costi nelle stalle per i maggiori consumi di acqua ed energia che gli allevatori devono sostenere per aiutare gli animali. Situazione analoga anche negli allevamenti di maiali. Gli animali stanno mangiando fino al 15% in meno rispetto al solito.Alla razione alimentare vengono aggiunti estratti vegetali e sali minerali per poterli aiutare a fronteggiare meglio le ondate di calore e in più sono state attivate le doccette che vanno praticamente dal primo pomeriggio fino alla sera. Anche le api sono stremate dal caldo – prosegue la Coldiretti - e non svolgono più il prezioso lavoro di trasporto di nettare e polline. Il caldo improvviso dopo un mese di maggio caratterizzato dal maltempo – precisa la Coldiretti regionale – ha stressato questi insetti che ora, con queste ondate di calore, sono impegnate soprattutto a garantire la sopravvivenza dell’alveare attraverso un’azione di “ventilazione naturale” per evitare che la cera all’interno dei loro nidi si sciolga. Con le alte temperature – precisa la Coldiretti - in pericolo ci sono anche le nuove covate, con le operaie al lavoro per salvarle dalla disidratazione ed evitare che le temperature interne alle arnie superino i 33-36 gradi.Intanto nelle campagne – sottolinea la Coldiretti – gli agricoltori stanno ricorrendo all’irrigazione di soccorso per salvare le coltivazioni poiché con le temperature superiori ai 35 gradi anche le piante sono a rischio colpi di calore e stress idrico che ne compromettono la crescita. L’ondata di calore africana – conclude la Coldiretti – è la punta dell’iceberg delle anomalie di questa pazza estate con la prima metà di luglio che a livello nazionale è stata segnata dal maltempo con 10 grandinate al giorno, dopo un giugno classificatosi al secondo posto dei più bollenti dal 1800 con una temperatura superiore di 3,3 gradi rispetto alla media, un maggio freddo e bagnato e i primi mesi dell’anno particolarmente siccitosi.

L’assessore regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi ha visitato il birrificio ‘La Fenice’ di Orzinuovi (Brescia), che, con la ‘Brewine Rosé’, una birra prodotta con uve rosse, ha conquistato il gradino più alto del podio nella categoria delle ‘Red Italian Grape Ale’ al concorso ‘Birra dell’anno’. “Le birre artigianali della Lombardia – ha commentato l’assessore Rolfi – sono tra le migliori d’Italia, come ha confermato anche la giuria internazionale di ‘Birra dell’Anno’, il concorso organizzato da Unionbirrai a Rimini. Abbiamo ottenuto risultati importanti e, anche nel campo della birra, dobbiamo puntare sempre di più sulla qualità perché competere con la quantità prodotta da Germania, Belgio e Olanda è impensabile, invece possiamo vincere la sfida sui mercati solo se promuoviamo la distintività dei nostri prodotti”. “La Lombardia sta diventando sempre più terra di eccellenze agroalimentari, apprezzate sia in Italia che all’estero. Siamo la prima regione in Italia per numero di birrifici – ha aggiunto l’assessore – eppure la birra, nell’immaginario collettivo, non viene solitamente associata alla nostra regione. È un gap che voglio provare a colmare e, anche grazie al lavoro e al risultato ottenuto da questi produttori, sono convinto che il sistema lombardo potrà raggiungere obiettivi importanti.In Lombardia sono attualmente presenti, secondo i dati Assobirra 2018, 105 microbirrifici e 42 brew pub. Nel 2018 la superficie investita a luppolo in Lombardia risulta pari a 8,3 ettari, di cui 3,9, localizzati a Bergamo. In provincia di Brescia ci sono solo 0,2 ettari a luppolo e, secondo gli ultimi dati disponibili (2016) 14 microbirrifici. “L’Italia è il nono produttore europeo, con il 4% del totale continentale, ma solo il 28esimo paese europeo per consumo pro capite, davanti solo a Francia e Turchia. Dobbiamo, anche a livello istituzionale, – ha concluso – sostenere un comparto che, a livello nazionale, dà lavoro a 140 mila persone ed è in crescita”.

Per tre mesi il decollo e l’atterraggio a Milano avranno un solo volto, quello di Malpensa. Una rivoluzione temporanea in casa Sea, la partecipata del Comune di Milano che gestisce gli aeroporti milanesi, che con la chiusura di Linate, prevista dal 27 luglio al 27 ottobre per lavori alla pista e al terminal, nelle notti tra giovedi’ 26 e sabato 28 luglio spostera’ tutti i mezzi nello scalo varesino. I lavori di restyling di Linate dureranno in realta’ piu’ di tre mesi, fino al 2021, ma per il rifacimento della pista saranno sufficienti 90 giorni circa. I numeri sono importanti: circa mille voli in piu’ alla settimana, per un flusso di passeggeri che potrebbe arrivare a toccare le 700 mila unita’ ogni sette giorni, circa 100 mila in piu’ ogni giorno. Le stime di Sea, infatti, parlano di un incremento del 30-40per Malpensa, come ha spiegato a suo tempo l’amministratore delegato di Sea, Armando Brunini ai consiglieri di Palazzo Marino. Il trasloco comportera’ un investimento da 15 milioni di euro circa per adeguare le infrastrutture e i sistemi operativi all’aumento di traffico.

Uno stanziamento di 54 milioni di euro di fondi regionali che, insieme alle risorse europee e nazionali, finanzieranno servizi in attuazione della programmazione sociale 2018-2020. Lo stabilisce una delibera approvata dalla Giunta regionale, su proposta dall’assessore alle Politiche sociali, abitative e Disabilita’ Stefano Bolognini, che prevede finanziamenti destinati agli Ambiti territoriali dei Comuni lombardi. “Prosegue a pieno ritmo – ha commentato il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana – l’attuazione verso politiche sociali mirate a garantire servizi fondamentali per le nostre famiglie. Un’azione che guarda, in particolar modo, alle fasce deboli, per offrire loro un aiuto concreto”. “Intendiamo premiare l’azione dei Comuni – ha aggiunto Bolognini – che sanno valorizzare complessivamente il lavoro nei territori. Il Fondo e’ un elemento importante a sostegno delle politiche sociali e si inserisce in un quadro complessivo di risorse comunitarie e nazionali che si integrano e completano. In questo modo contribuiamo a ridurre le rette degli utenti e, quindi, a sostenere ulteriormente i bisogni delle famiglie. Le unita’ di offerta, cosi’ finanziate, concorrono alla costruzione del Piano di zona e il sistema di premialita’ introdotto da due anni valorizza i territori e la capacita’ di programmare e fare rete”.  TRE AMBITI DI INTERVENTO – La delibera prevede tre aree diintervento: 1) Il Fondo sociale finanzia il Servizio di assistenza domiciliare (Sad) rivolto alle persone anziane e con disabilita’. E’ il servizio maggiormente finanziato, con il 22 per cento del fondo (9,9 milioni di euro circa). Il finanziamento riguarda il 52 per cento dei Sad attivi in Regione Lombardia al 31/12/2018 e copre il 19 per cento dei costi di gestione. 2) Le rette per le comunita’ minori sono la seconda voce finanziata dal Fondo per il 21 per cento (9,6 milioni di euro); il Fondo contribuisce alla copertura del 13 per cento degli oneri destinati al pagamento delle rette. Un ambito, quello della tutela dei minori, su cui i Comuni stanno chiedendo sempre maggiori risorse. 3) I servizi rivolti alla prima infanzia (asili nido, micronidi e Centri prima infanzia) pesano per il 19 per cento sul Fondo, per un importo pari a 8,4 milioni di euro. Il finanziamento interessa circa il 35 per cento del totale delle strutture presenti in Regione al 31/12/ 2018 e copre circa il 4 per cento dei costi di gestione. Il sostegno alle famiglie riguarda anche gli interventi di affido famigliare, che costituiscono l’8 per cento del Fondo (3,7 milioni) destinato agli interventi di affido famigliare, con una copertura dei costi sostenuti dai Comuni pari al 37 per cento. Il 10 per cento del Fondo, invece, sostiene il Servizio di assistenza domiciliare minori, per un importo di 4,5 milioni.
Per questa tipologia di unita’ di offerta il finanziamento interessa il 93 per cento dei servizi domiciliari attivi e copre il 25 per cento dei costi di gestione. Quest’anno, anche su richiesta dei Comuni, in coordinamento con Anci, “Regione Lombardia fa un salto di qualita’ – ha osservato Bolognini – e costruisce un sistema di riparto che premia maggiormente quei Comuni che hanno saputo investire negli anni nel sostegno dell’unita’ di offerta complessiva”. Tre i criteri individuati: il 50 per cento delle risorse ripartite su base capitaria; il 30 per cento sulla base del numero dei posti delle Unita’ di offerta sociali attive, il numero di utenti dei servizi di assistenza domiciliare per anziani, persone disabili e minori e il numero di minori in affidamento famigliare; il 20 per cento sulla base del numero di Unita’ di offerta sociali cofinanziate con il Fondo sociale regionale, rapportato sul totale delle Unita’ di offerta sociali (attive al 31/12/2018) presenti nell’Ambito territoriale. In misura analoga a quanto fatto nel 2018, viene mantenuta l’applicazione di un correttivo con lo scopo di contenere gli scostamenti del nuovo riparto delle risorse nella misura massima del +10 per cento per le variazioni positive e -10 per cento per quelle negative.“Con questa ripartizione – ha concluso Bolognini – Regione Lombardia intende premiare la capacita’ dei Comuni di rispondere ai bisogni delle famiglie, anche attraverso il sostegno alle reti di offerta pubbliche e private, che vengono coinvolte nella rete complessiva dei servizi sociali”. Di seguito ilriepilogo, per Ats, del Fondo sociale regionale 2019:

– Ats Citta’ metropolitana Milano, 17.964.213,85 euro;
– Ats Insubria, 7.879.922,49 euro;
– Ats della Montagna 1.618.285,79 euro;
– Ats della Brianza 6.594.744,82 euro;
– Ats di Bergamo 5.560.730,63 euro;
– Ats di Brescia 6.708.743,40 euro;
– Ats della Valpadana 4.894.256,68 euro;
– Ats di Pavia 2.779.102,34 euro. 

Scatta l’ora della vendemmia in Lombardia che secondo le previsioni vedrà a livello regionale un calo medio nei raccolti di circa il 20% rispetto allo scorso anno, anche a causa delle bizze del tempo. E' quanto afferma la Coldiretti Lombardia in occasione del distacco dei primi grappoli di uva in Franciacorta. Nei prossimi giorni le operazioni entreranno nel vivo anche in Oltrepò Pavese, mentre gli ultimi a partire saranno i viticoltori della Valtellina tra settembre e ottobre. A lasciare il segno sulla stagione – precisa la Coldiretti regionale – sono stati il freddo del mese di maggio e le grandinate che hanno colpito nelle ultime settimane. Il clima favorevole di inizio estate ha però esaltato la maturazione dei grappoli, facendo ben sperare per un’annata di elevata qualità. “Con i nostri vini raccontiamo le peculiarità che contraddistinguono e valorizzano i nostri territori – spiega Paolo Voltini, Presidente di Coldiretti Lombardia – Si tratta di un patrimonio di cultura, conoscenza e biodiversità sempre più apprezzato anche a livello internazionale come dismotra anche l’export delle etichette lombarde nel mondo che ha raggiunto il record storico di circa 271 milioni di euro”. In Lombardia – spiega la Coldiretti regionale – ci sono oltre 20mila ettari a vigneto, quasi tutti dedicati a nettari di alta qualità. Le province più “vinicole” sono Pavia con più di 12.500 ettari e Brescia con oltre 6.800 ettari. A seguire: Mantova (più di 1.700 ettari), Sondrio (circa 800 ettari), Bergamo (640 ettari), Milano e Lodi (circa 200 ettari), ma zone viticole più ridotte si contano anche fra Como, Lecco, Varese e Cremona.In Italia per quest’anno – spiega la Coldiretti – si stima una produzione di vino fra i 47 e i 49 milioni di ettolitri, che permette al nostro Paese di vincere la sfida con i cugini francesi e conquistare il primato mondiale nonostante un calo medio di circa il 10% a livello nazionale rispetto allo scorso anno. In Italia - conclude la Coldiretti - le condizioni attuali fanno ben sperare per un'annata di buona/ottima qualità anche se l'andamento della raccolta dipenderà molto dal resto del mese di agosto e da quello di settembre per confermare le previsioni anche sul piano quantitativo.

E’ stato pubblicato l’avviso pubblico per l’adesione delle famiglie lombarde alla misura ‘Nidi gratis 2019-2020’, che da’ attuazione alla delibera approvata dalla Giunta della Regione Lombardia, su proposta dell’assessore alle Politiche per la famiglia Genitorialita’ e Pari opportunita’ Silvia Piani, che rifinanziava la linea d’intervento con 37 milioni di euro per l’anno scolastico 2019-2020.  “Regione Lombardia – ha spiegato l’assessore regionale – e’ impegnata nel sostenere con concretezza le famiglie, facilitando l’accesso ai servizi per la prima infanzia, rispondendo ai bisogni di conciliazione vita-lavoro e favorendo la permanenza, l’inserimento e il reinserimento nel mercato del lavoro, in particolare delle madri, attraverso l’azzeramento della retta per la frequenza ai nidi e micro-nidi pubblici o privati ammessi alla misura”. Per poter aderire, le famiglie devono avere un Isee inferiore o uguale a 20.000 euro. Entrambi i genitori devono essere residenti in Lombardia ed essere occupati, oppure con un genitore occupato e uno disoccupato con Dichiarazione di immediata disponibilita’ o con Patto di servizio personalizzato. Una condizione che e’ valida anche in caso di nuclei monogenitoriali.  “La misura – ha sottolineato Silvia Piani – azzera le rette a carico delle famiglie per i nidi e micro-nidi pubblici o privati ammessi, per i mesi di effettiva frequenza compresi da settembre 2019 a luglio 2020. Le famiglie non dovranno anticipare alcun pagamento, poiche’ la rendicontazione avviene tramite i Comuni”. Le domande potranno essere presentate dalle ore 12 di lunedi’ 23 settembre alle ore 12 di venerdi’ 25 ottobre attraverso il sistema informativo ‘Bandi online’, raggiungibile all’indirizzo www.bandi.servizirl.it.
E’ possibile richiedere l’agevolazione per ognuno dei propri figli iscritti al nido, presentando una domanda per ogni figlio. L’elenco definitivo delle strutture ammesse alla misura ‘Nidi Gratis 2019-2020′ sara’ consultabile sul sito di Regione Lombardia e sul sito di Anci Lombardia, a partire dal mese di settembre. 

La Regione Lombardia, nell’ambito del Programma nazionale di sostegno per il settore vitivinicolo, finanziera’ con 3.184.000 euro i progetti di promozione del vino sui mercati dei Paesi terzi. Le risorse sono destinate a iniziative presentate da organizzazioni professionali e interprofessionali, imprese vitivinicole singole o associate, consorzi di tutela e loro organizzazioni.  “La misura Ocm vino – ha commentato l’assessore regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, Fabio Rolfi – e’ molto attesa dal settore e grazie al lavoro del ministro Centinaio in questo ultimo anno si sono sbloccate tutte le procedure. I vini lombardi nel biennio 2017/2018 hanno fatto registrare il record delle esportazioni. Continuare a promuoverli significa aumentare le possibilita’ per gli imprenditori. Scoprire nuovi mercati e consolidare quelli gia’ esplorati e’ una strategia vincente che vogliamo accompagnare”. Sul territorio lombardo si produce per il 90 per cento vino a Denominazione di qualita’, grazie a cinque DOCG, 21 DOC e 15 IGT. “Grazie a questa misura – ha concluso Rolfi – le aziende potranno anche sviluppare progetti di carattere multiregionale. Lo scorso anno con Ocm Vino abbiamo finanziato 20 progetti dicui sette interregionali”.

 La produzione lombarda, in sintonia con il peggiorato clima economico internazionale, presenta una svolta negativa del dato congiunturale (-1,2%) per l'industria, mentre per l'artigianato il risultato rimane positivo (+0,2%). Anche il dato tendenziale presenta lo stesso schema, negativo per l'industria (-0,9%) e leggermente positivo per l'artigianato (+0,3%). Peggiorano le aspettative sulla domanda sia estera che interna. Sono questi i dati emersi nella tradizionale conferenza stampa organizzata da Unioncamere Lombardia per illustrare l'andamento delle imprese manufatturiere presenti in Regione a cui ha partecipato l'assessore allo Sviluppo Economico Alessandro Mattinzoli. "Il dato che è emerso  - ha commentato l'assessore Mattinzoli - è da leggere con molta attenzione perché conferma un trend in parte già in atto, ed è un segnale di forte incertezza. Dobbiamo valutarlo se non come un allarme, ma almeno come una rilevazione da attenzionare. E' chiaro che ci sono cause che non dipendono da noi, ma dipendono dalla situazione internazionale. Prima di tutto - ha proseguito Mattinzoli - i dazi degli Stati Uniti e di Cina e poi la Brexit: queste sono situazioni che non possiamo gestire". "E' comunque fuori discussione - ha proseguito Mattinzoli - che Regione Lombardia abbia esercitato un forte impegno su alcun temi importanti come l'economia circolare, come il bando che aiuta le nostre aziende a partecipare alle fiere internazionali e altri provvedimenti importanti; tutti concordati con il modo economico". "A fronte di questo - ha aggiunto l'assessore regionale - i dati ci dicono che c'é un momento di debolezza del mercato soprattutto industriale e questo dipende anche da una filiera produttiva di cui noi facciamo parte con la Germania. Per di più c'è una situazione di incertezza nel paese e mai come in questo momento, l'autonomia diventa una necessità più che un'opportunità. E questo perchè - ha concluso l'assessore lombardo - in un Paese dove ci sono delle regioni che vanno a velocità diverse dal punto di vista sociale, economico e politico, l'Autonomia darebbe la possibilità ad ogni regione di approvare provvedimenti e misure adeguate alla sua realtà". In crescita significativa rimangono i settori del legno-mobilio (+1,7%), degli alimentari (+1,7%), della siderurgia (+1,0%) e della chimica (+0,5%). Cali si registrano per abbigliamento (-9,7%) pelli-calzature (-2,7%); meccanica (-1,6%); tessile (-1,3%); mezzi di trasporto (-1,2%); carta-stampa (-0,9%); manifatturiere varie (-0,8%). L'indice della produzione industriale, scende a quota 110,4; per le aziende artigiane l'indice della produzione sale a quota 98,2. L'occupazione per l'industria presenta un saldo positivo (+0,3%), grazie a un tasso d'ingresso che sale al 2,2%, contrastando la crescita del tasso d'uscita (1,7%). Anche nell'artigianato il saldo occupazionale è positivo (+0,7%).

Sono stati assegnati contributi per un totale di 2 milioni di euro per la realizzazione di 12 nuovi impianti Gnl (Gas naturale liquefatto). Si chiude con questi numeri il bando per lo sviluppo della rete distributiva lombarda di impianti a uso pubblico di erogazione di metano liquido, come deliberato lo scorso 11 dicembre 2018 dalla Giunta di Regione Lombardia su proposta dell'assessore allo Sviluppo economico Alessandro Mattinzoli. La misura contribuisce a creare una rete innovativa di distribuzione di carburante a basso impatto ambientale, che, nello stesso tempo, risulti efficace per l'approvvigionamento dei mezzi di trasporto pesanti, in particolare per quelli che effettuano spostamenti a medio-lunga percorrenza. L'utilizzo del metano, anche in forma liquida, consente, rispetto agli altri prodotti, una riduzione delle emissioni inquinanti e, in particolare, di polveri sottili (Pm10) e di ossidi di azoto (Nox). Gli autoveicoli pesanti, alimentati a Gnl, dotati di singolo serbatoio criogenico, garantiscono percorrenze di almeno 800 chilometri con un pieno, 1.600 chilometri con doppio serbatoio. Per quanto riguarda il Gnl, in Lombardia l'attuale dotazione è di 9 impianti su 11.700 chilometri di strade primarie, corrispondenti a un impianto ogni 1.300 chilometri circa. "Con l'entrata in esercizio dei 12 nuovi impianti realizzati anche grazie al bando - ha spiegato l'assessore regionale allo Sviluppo economico Alessandro Mattinzoli - il totale degli impianti Gnl in Lombardia sale a 21, con una media quindi di un impianto ogni 550 chilometri circa: una vera e propria rete capillare sul nostro territorio. I nostri provvedimenti sono sempre fatti in funzione di uno sviluppo economico e sostenibile per l'ambiente in cui viviamo tutti".

La Regione Lombardia ha approvato, su proposta dell'assessore all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi, la delibera con cui si stabilisce la riclassificazione dei 'Distretti agricoli' in 'Distretti del cibo', uno strumento di programmazione territoriale rilanciato da una recente legge nazionale, per garantire ulteriori risorse e opportunità per la crescita di filiere e territori. "Crediamo molto in queste realtà, che promuovono non solo una filiera, ma una intera area territoriale caratterizzata da determinati prodotti o da specifiche vocazioni produttive - commenta l'assessore Rolfi -. Questi strumenti consentiranno l'accesso a contributi e benefici, per permettere alle nostre aziende agroalimentari di lavorare in maniera ancora più efficace in una logica di filiera, implementando le ricadute sul territorio". "Con un investimento di 70.000 euro la Regione Lombardia si accolla i costi per mantenere validi gli accreditamenti già avvenuti dei Distretti e per riconfermare i Distretti di filiera del settore florovivaistico - aggiunge l'assessore -. È fondamentale avere sul territorio realtà innovative e performanti, per costruire progetti di sviluppo migliori e per valorizzare davvero le connessioni tra imprese, cittadini, associazioni e Istituzioni. Nel futuro intendiamo sostenere la progettazione dei Distretti con fondi specifici nell'intento di aumentare la competitività agricola e rurale dei nostri territori". "Regione Lombardia, ancora una volta, conferma la capacità di essere all'avanguardia e di saper valorizzare il lavoro delle imprese e delle istituzioni in una logica di sussidiarietà - sottolinea il consigliere Giovanni Malanchini, componente della Commissione Agricoltura del Consiglio regionale -. Ho vissuto in prima persona le fasi di formazione, accreditamento e promozione del 'Distretto Agricolo Bassa Bergamasca', una realtà che sta facendo scuola, raggiungendo traguardi importantissimi e un esempio di come attraverso queste aggregazioni, le aziende agricole e agroalimentari riescono a fare sistema a livello territoriale, valorizzando le produzioni di qualità e le eccellenze lombarde".
"Dopo gli adeguamenti normativi del Testo Unico sull'Agricoltura, attuati dal Consiglio regionale nel dicembre scorso - aggiunge Malanchini -, con questa delibera di Giunta Regione Lombardia mette a disposizione risorse e fornisce ulteriori opportunità di crescita per i Distretti del cibo, riconoscendo i Distretti agricoli già accreditati nella nostra regione come tali". 
Di seguito l'elenco dei Distretti del cibo e di filiera in Lombardia:Distretto agricolo della Bassa Bergamasca; Distretto agricolo della Valle del Fiume Olona; Distretto agricolo delle risaie lomelline; Distretto Agricolo Milanese; Distretto del Vino di qualità dell'Oltrepò pavese - Bonarda e Pinot nero; Distretto della Filiera avicola lombarda; Distretto della Filiera ceralicola lombarda; Distretto del Latte lombardo; Distretto neorurale delle tre acque di Milano - DINAMO; Distretto rurale Valle dell'Adda;Distretto Riso e Rane; Po di Lombardia; Valtellina che gusto!; Distretto agricolo Adda- Martesana; Distretto agricolo biologico casalasco viadanese; Distretti di filiera: Florovivaistico Alto Lombardo;Distretto Plantaregina.

"Robusta liquidità, basso profilo di debito, sistema sanitario in equilibrio, economia forte sono gli elementi che qualificano la valutazione positiva sulla Lombardia espressa da Moody's, l'agenzia di rating di fama internazionale, che assegna a Regione Lombardia una Credit Opinion 'Baa2 con outlook stabile'". Lo rendono noto il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e l'assessore regionale al Bilancio, Finanza e Semplificazione Davide Caparini commentando quanto comunicato da Moody's.  "L'agenzia di rating - sottolineano Fontana e Caparini - non solo ha espresso una valutazione che ci rende orgogliosi del nostro operato ma ci attribuisce anche un 'noch', ossia un livello di affidabilità, superiore a quella dello Stato italiano, confermando un trend consolidato da oltre 15 anni". "Regione Lombardia - proseguono il presidente Fontana e l'assessore Caparini - gode quindi di una grande fiducia da parte del sistema finanziario, elemento di rilevante importanza in quanto è fattore di attrattività per gli investitori esteri che possono allocare risorse sui nostri territori con la certezza di aver fatto buoni investimenti". Moody's ha anche pubblicato una ricerca sul processo di digitalizzazione degli appalti pubblici in Regione Lombardia. "I dati - chiosa l'assessore Caparini - confermano l'eccellenza della nostra Regione che si pone all'avanguardia e consolida la sua leadership fra tutte le Regioni italiane nella gestione del bilancio". Gli elementi evidenziati dall'analisi mettono in risalto i benefici ottenuti in termini di risparmi, aumento della concorrenza, riduzione dei costi e miglioramento dei controlli. "Una valutazione che premia la nostra azione di governo sotto la guida del presidente Fontana - ha detto ancora Caparini - e che indica il modello Lombardia come 'best practice' che Moody's si augura sia preso come riferimento dalle Amministrazioni regionali e locali italiane". Relativamente al debito e alla liquidità vengono apprezzati i risparmi ottenuti dalla rinegoziazione del bond effettuata nel 2015 e la gestione dei flussi di cassa che, monitorati al fine di avere un andamento regolare, consentono all'Ente di non ricorrere alle anticipazioni di cassa (come avviene ormai da sette anni) nonché di assicurare regolare pagamento dei fornitori. Connessa alla gestione ottimale dei flussi di cassa è la tempestività dei pagamenti, per la quale Moody's ricalca l'efficienza raggiunta da Regione nella corresponsione anticipata degli importi dovuti in fattura, sia per la gestione ordinaria che relativamente alla GSA (Gestione Sanitaria Accentrata). Vengono riconosciuti i vantaggi ottenuti in questi anni dalla centralizzazione dei pagamenti da parte di Finlombarda attraverso il meccanismo del Fondo Socio Sanitario (che ha contribuito al raggiungimento dell'equilibrio nella gestione sanitaria) e dalla recente spinta alla centralizzazione degli acquisti attraverso la piattaforma di e-procurement.Quanto ai fattori macroeconomici, la Regione Lombardia si attesta tra le più ricche in Italia con un reddito pro capite del 38% superiore alla media nazionale, un tasso di disoccupazione inferiore alla media nazionale (6,1 % rispetto al 10,8 % alla fine del 2018) e una crescita economica più elevata delle altre regioni.

Contrariamente agli ultimi anni, e nonostante le alte temperature, quella del 2019 non sarà un’estate segnata dall’ennesima crisi idrica: c’è acqua sufficiente per rispondere alle necessità irrigue e di produzione energetica senza mettere in crisi il Ticino. Ad oggi, infatti, il Lago Maggiore ha riserve d’acqua superiori all’anno scorso di 81 milioni di mc e il Fiume Ticino ha una portata di deflusso di 14 mc/sec in più, sempre rispetto allo scorso anno. L’abbondanza di risorse idriche è dovuta principalmente alle scelte fatte dal tavolo tecnico appositamente costituito dalla Autorità di Bacino del fiume Po che da quest’anno ha permesso di alzare il livello massimo di contenimento della risorsa idrica nel Lago Maggiore da 1,25 m. a 1,35 m sullo zero idrometrico di Sesto Calende invece del livello di 1,00 m come richiesto dalla Svizzera e da alcuni Comuni piemontesi con in testa il comune di Verbania. “Questa maggiore possibilità di accumulo – spiega il direttore del Parco del Ticino, Claudio Peja – ha permesso di conservare oltre 5 miliardi di metri cubi d’acqua da aprile a oggi che, nel caso si fosse accettato il livello di 1,00 m, il gestore della diga avrebbe avuto l’obbligo di fare defluire indipendentemente dalla situazione generale. L’andamento di quest’anno e questi dati confermano ulteriormente come la posizione del Parco, sostenuta da anni, sia l’unica che garantisca la riserva d’acqua, permettendo di non perdere a causa della siccità valori ambientali ed economici importanti e, soprattutto, senza provocare alcun effetto negativo e non aumentando, come sostenuto da alcuni, il rischio di esondazione del Lago. Questo è un ulteriore elemento di riflessione per cui sarebbe opportuno fin dall’anno prossimo alzare il livello di contenimento idrico a 1,50 m sullo zero idrometrico di Sesto Calende tutto l’anno , come è stato dal 2007 al 2013 e come richiesto dal Parco da anni e ultimamente condiviso da sempre più soggetti partecipanti al tavolo tecnico”.Analizzando i dati del 2018, anno fortemente critico, se si fosse tenuto anche solo il livello di 1,35 m le riserve idriche in più sarebbero state oltre 900 milioni di mc rispetto al livello di 1,25 m applicato quell’anno e 3,1 miliardi rispetto al livello di 1,00 m. richiesto, come già detto dalla Svizzera e da alcuni Comuni piemontesi. “La conclusione logica– conclude Claudio Peja – è che alla fine deve prevalere la logica di garantire interessi collettivi , in particolare la conservazione dell’ambiente naturale, le produzioni agricole ed energetiche e più in generale la salute pubblica”. “Il Parco continuerà essere promotore di tutte le azioni necessarie per mantenere il Lago alla massima possibilità di riserva idrica – aggiunge il vice presidente del Parco, Cristina Chiappa- per essere in grado di affrontare ogni eventuale momento di siccità che si verificasse. Questo anche nella logica di una situazione di cambiamento climatico che pone come primo problema mondiale la disponibilità della risorsa idrica. Si spera che tutti gli attori coinvolti prendano atto di una situazione che ha dimostrato come il mantenimento del Lago a livelli superiori non solo non aumenta i rischi idraulici ma garantisca la vita degli ecosistemi , la salvaguarda delle attività produttive e ludiche così che non venga più messo in discussione”.

Dopo i cinghiali, ecco l’offensiva leghista contro le nutrie. Via libera infatti dal Consiglio regionale lombardo all’emendamento all’assestamento al Bilancio proposto dal consigliere leghista Selene Pravettoni, relativo proprio al contenimento del roditore che popola corsi d’acqua e navigli regionali. Per Pravettoni, le nutrie fanno parte “dell’elenco delle 100 specie aliene piu’ dannose del mondo” e per l’esponente del Carroccio “la loro presenza, anche nei territori regionali lombardi e in particolare in quelli fluviali, causa danni rilevanti agli ecosistemi umidi naturali e all’economia agricola con il possibile rischio di contaminazione di prodotti alimentari”. Non solo ma per Pravettoni “la sua presenza mette anche a rischio la sicurezza stradale”. Con l’emendamento al Bilancio vengono garantite le risorse necessarie alle amministrazioni locali per avviare “le azioni a tutela delle produzioni zoo-agro-forestali, della rete irrigua, del suolo e della salute pubblica”. Questo attraverso incentivi per l’acquisto e distribuzione delle gabbie di cattura, ma “predisponendo anche appositi piani di contenimento ed eradicazione della nutria, nonche’ l’organizzazione della raccolta e smaltimento delle carcasse”, specifica in conclusione.

La Giunta regionale ha dato l’ok all’ordine del giorno di Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd, sull’avvio della sperimentazione dei treni a idrogeno in Lombardia. “Saremo tra le prime regioni a ricorrere a questa nuova forma di alimentazione dei convogli. Per questo consideriamo positivo che si intenda procedere con un sistema di trasporto che ha costi più sostenibili e riduce drasticamente le emissioni inquinanti. Ora, però si parta subito”, aggiunge Orsenigo, dopo la votazione, avvenuta nell’ambito dell’assestamento di bilancio. Nell’ordine del giorno il consigliere Pd ricordava che “nel 2017 la Giunta regionale ha varato un piano di investimenti per l’acquisto di 161 treni per  ridurre l’età media dei mezzi che è di circa 18 anni. A seguito di un accordo quadro fra Ferrovie Nord e Stadler, società che si è aggiudicata la gara, saranno consegnati in otto anni tra i 30 e i 50 treni diesel-elettrici, destinati alle linee non elettrificate. Il costo dell’elettrificazione delle linee è davvero alto e in Lombardia i chilometri non ancora elettrificati sono 283”.

Ecco in dettaglio cosa si appresta a proporre il COMITATO AGRICOLO del MAGENTINO, che parteciperà come l’anno scorso alla tradizionale Fiera di San Rocco  e che  come da tradizione si terrà a Magenta il prossimo 16 agosto 2019, venerdì. Il “Villaggio del Comitato Agricolo” sarà presente in Via Manfredo Fanti dalle 8.00 alle 14.00 e sarà così composto:  – Esposizione e vendita prodotti a Km zero (da Aziende agricole Produttrici) – Esposizione Macchine / Attrezzature / Strumenti agricoli (Nuovi e antichi) – Esposizione Bestiame autoctono (non in vendita) (Mucche, Cavalli, Capre) – Giochi per Bambini (Pista con piccoli trattorini a pedale) – Ruota della Fortuna (Gioco a premi) – Punto ristoro gestito dalla Cascina agricola Bullona che per la giornata preparerà Polenta e Bruscitt/Polenta e Zola/Trippa. Il Comitato Agricolo del Magentino è nato dalla volontà di un gruppo di amici, agricoltori e sostenitori, per promuovere la partecipazione delle aziende agricole del magentino, tramite l’organizzazione di feste, fiere, incontri, dibattiti, riunioni e attività di intrattenimento e aggregazione, allo scopo di valorizzare i prodotti del territorio.

MORIMONDO – Arrivano dalla Francia, dal Principato di Monaco, Milano, Roma per camminare lungo la Via Francisca del Lucomagno, il cammino da 135 km che collega Lavena Ponte Tresa, al confine con la Svizzera, con Pavia attraversando le province di Varese e Milano. Sono i moderni pellegrini che scelgono di percorrere antiche vie storiche. Le più note sono quelle che portano a Santiago di Compostela e a Roma. In terra lombarda c’è un grande fermento e la Via Francisca del Lucomagno sta crescendo giorno dopo giorno. In sei mesi sono state distribuite oltre 500 credenziali, il documento del pellegrino che serve a certificare il cammino che viene percorsoIl progetto di valorizzazione della Via, nato quattro anni fa per volontà della presidente dell’Associazione Internazionale della Via Francigena, in collaborazione con la Regione Lombardia e la Provincia di Varese e sostenuto dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale di Regione Lombardia è ormai avviato e cammina speditamente. Nelle ultime settimane sono stati posizionati oltre 1.000 adesivi che vanno ad aggiungersi alle centinaia di segnavia installati sul tracciato dalle cinquanta amministrazioni che partecipano al progetto. Un altro aspetto importante è la disponibilità di strutture religiose, sociali e turistiche ad aderire al progetto. Sono diverse decine lungo tutte le nove tappe ad avere aperto le proprie attività a pellegrini e camminatori. Un passaggio fondamentale per lo sviluppo della Via.

E’ stato presentato dal Gruppo consiliare della Lega in Regione Lombardia un emendamento, con il relativo ordine del giorno, all’ Assestamento di Bilancio, che metterà a disposizione 10 milioni e 800 mila euro, che andranno a sommarsi a quelli stanziati in precedenza, a favore dei piccoli comuni di tutte le Province lombarde. Nel merito sono intervenuti i consiglieri regionali della Lega, Massimiliano Bastoni, Simone Giudici, Riccardo Pase, Silvia Scurati, Gianmarco Senna e Curzio Trezzani. “Risorse importanti – dichiarano Bastoni, Giudici, Pase, Scurati, Senna e Trezzani – destinate al finanziamento di interventi di manutenzione urgente del territorio nei comuni con popolazione inferiore a 5000 abitanti. Grazie a questi fondi i centri di dimensioni minori potranno realizzare interventi di manutenzione straordinaria di strutture e infrastrutture pubbliche, difesa del suolo, sostenibilità energetica, ambiente e sicurezza dei cittadini. Inoltre queste risorse potranno essere utilizzate per la riqualificazione dei beni artistici, culturali e paesaggistici”. “La tutela dei borghi minori rappresenta per la Lega un valore irrinunciabile. Le piccole comunità meritano rispetto, anche in termini economici, al pari dei centri maggiori. Gli interventi di manutenzione infatti hanno spesso costi rilevanti ed è questo il motivo per cui le realtà più piccole, specie quelle che si trovano nelle zone meno accessibili, come ad esempio la montagna o alcune aree della pianura, necessitano di un sostegno adeguato. Ancora una volta Regione Lombardia – concludono gli esponenti della Lega al Pirellone – dimostra la propria sensibilità verso questi temi.”

I cani renderanno gli uomini più buoni. Parola di Michele Caricato, istruttore cinofilo ed esperto di livello internazionale della relazione uomo-cane che coordina un team di professionisti nel moderno “Centro Cinofilo della Viola” di Marcallo con Casone, a pochi chilometri da Milano. L’esperto sostiene che prendendosi cura di un animale, in particolare di un cane, indirettamente si è costretti a prendersi cura di sé stessi raggiungendo un maggiore livello di benessere fisico e psichico. È un concetto semplice la cui validità può essere dimostrata attraverso il “Team Building Pet Power 10”, un percorso in 10 tappe elaborato nel Centro, dove operano professionisti, si tengono corsi di formazione di livello nazionale, incontri pubblici a tema e periodicamente vengono ospitati esperti di fama internazionale, che promuovono metodi innovativi mirati a consolidare la secolare relazione che esiste tra uomo e cane, a vantaggio di entrambi. «Nel Centro Cinofilo della Viola prendiamo le cose sul serio. Nulla viene affidato al caso. Non ci interessa giocare a “umanizzare” gli animali, seguire le mode del momento. – spiega Michele Caricato – Noi abbiamo una mission che è quella di studiare, formare, elaborare nuovi modelli di training in grado di fare stare bene l’animale nel suo contesto familiare e indirettamente contribuire al benessere dell’uomo. Il “Pet Power 10” era nato per mettere a disposizione dei proprietari le tecniche basilari che usano gli istruttori per migliorare progressivamente il comportamento del cane, insegnare il rispetto delle regole e aumentandone il benessere generale. Adesso con il “Team Building” andiamo oltre e puntiamo anche ad innalzare gli standard di qualità della vita dell’uomo. Abbiamo già iniziato a muoverci in questa direzione con tutta una serie di iniziative di qualità che saranno progressivamente intensificate e comunicate attraverso i nostri canali informativi, dal sito web ai profili social». Il percorso “Team Building Pet Power 10” è rivolto a persone che vogliono migliorare le proprie qualità professionali accrescendo la motivazione, l’autostima e la fiducia, ma inserendola in un equilibrio di vita in grado di eliminare lo stress, oppure a gruppi che vogliono migliorare l’interazione e la fiducia nella propria organizzazione o, ancora, a leader che hanno la necessità di migliorare il proprio ruolo per diventare un punto di riferimento veramente valido. Prendersi cura di una cane è il primo passo in avanti verso uno stile di vita sano e sostenibile.

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