CRONACA DI ABBIATEGRASSO E DEL TERRITORIO

Per l'annata lionistica 2019-2020, è Pierangelo Santagostino il nuovo Presidente del Lions Club Abbiategrasso, già PG del Distretto 108 Ib4. Sergio Masini segretario, Giampaolo Guarneri Tesoriere, Paola Ribolzi primo Vice Presidente e Roberto Schiavetta secondo Vice Presidente.Lo scambio degli incarichi è avvenuto sabato 13 luglio, dopo il discorso di commiato del Past Presidente. Un augurio al neo presidente ed a tutti i suoi Officers di buon lavoro nello spirito del WE Serve lionistico.

A Magenta continuano gli atti vandalici ai danni del parcheggio a sbarre davanti all’ospedale “G. Fornaroli” e del Multipiano di via De Gasperi. È quanto denuncia l’Azienda Speciale Multiservizi (ASM), che dal luglio 2016 gestisce i parcheggi a pagamento nella città, per incarico del Comune di Magenta. L’azienda ha presentato un esposto al Comando deiCarabinieri di Magenta sulla situazione dell’ospedale, segnalato alle autorità competenti le criticità del Multipiano e proposto l’installazione, previa autorizzazione, di un moderno sistema di videosorveglianza in entrambe le strutture. Nello specifico l’esposto è stato presentato lo scorso 17 giugno dal direttore Aldo Amadori, in qualità di procuratore dell’azienda multiservizi, per segnalare una serie di atti vandalici e comportamenti aggressivi nel parcheggio a pagamento in via Donatore di Sangue, di fronte all’ingresso dell’ospedale “G. Fornaroli”. «Dallo scorso 20 maggio a tutt'oggi si sono verificate azioni di disturbo e danneggiamento delle apparecchiature presenti (cassa automatica) presso il parcheggio a pagamento dell’ospedale. - ha denunciato l’ingegnere Amadori - Le azioni di disturbo e danneggiamento vengono effettuate quotidianamente e con più riprese. Nel parcheggio a sbarre, il blocco delle operazioni di pagamento determina la mancata emissione del biglietto convalidato per far alzare la sbarra di uscita. Gli utenti in conseguenza restano bloccati all’interno dell’area in attesa dell’intervento degli ausiliari della sosta per l’apertura manuale». Questi atti vandalici stanno procurando all’azienda un consistente danno economico per i mancati ricavi (gli utenti vengono poi fatti uscire senza pagare), per il costo del personale che deve intervenire, sia in orario di lavoro che in straordinario e per le apparecchiature danneggiate che devono essere sostituite o riparate. È comunque stato individuato, arrestato e poi rimesso in libertà in attesa di processo il soggetto responsabile di queste azioni di disturbo. Si tratta di un uomo che staziona quotidianamente nel parcheggio davanti all’ospedale e spesso infastidisce e intimidisce gli utenti del parcheggio, nonché gli ausiliari della sosta che hanno pure subito condotte aggressive, volte a farli allontanare, addirittura con il lancio di pietre e bottiglie. Altra situazione critica è quella del Multipiano di via De Gasperi, adiacente alla biblioteca comunale e alla sala consiliare, dove spesso la sera stazionano gruppi di ragazzi e dove si sono verificati diversi atti vandalici. Si introducono nella struttura in orario serale e vi restano fino a prima della chiusura che avviene alle ore 24.00.Nei giorni scorsi, per esempio, sono state divelte e rotte delle luci al neon. Anche in questo caso, si è provveduto segnalando la situazione alle autorità competenti, affinché possano procedere con gli opportuni accertamenti.

Sono 2,7 milioni le persone che in Italia sono state addirittura costrette a chiedere aiuto per il cibo da mangiare. E’ quanto emerge dal rapporto Coldiretti “La povertà alimentare e lo spreco in Italia”. Ad avere problemi per mangiare sono dunque – sottolinea la Coldiretti -  oltre la metà dei 5 milioni di residenti che, secondo l’Istat, si trovano in una condizione di povertà assoluta. La stragrande maggioranza di chi è stato costretto a ricorrere agli aiuti alimentari lo ha fatto attraverso la consegna di pacchi alimentari che rispondono maggiormente alle aspettative dei nuovi poveri (pensionati, disoccupati, famiglie con bambini) che per vergogna prediligono questa forma di sostegno piuttosto che il consumo di pasti gratuiti nelle strutture caritatevoli. Infatti sono appena 113mila quelli che si sono serviti delle mense dei poveri a fronte di 2,36 milioni che invece hanno accettato l’aiuto delle confezioni di prodotti sulla base dei dati sugli aiuti alimentari distribuiti con i fondi Fead attraverso dall’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (Agea). Ma ci sono anche 103mila persone – aggiunge la Coldiretti - che sono state supportate dalle unità di strada, gruppi formati da volontari che vanno ad aiutare le persone più povere incontrandole direttamente nei luoghi dove trovano ricovero. Nel 2018 si segnala inoltre il nuovo fenomeno degli empori sociali, veri e propri negozi dove gli indigenti possono fare la spesa gratuitamente attraverso delle tessere, di cui hanno beneficiato in circa 84mila. Non manca, anche se con numeri bassi, chi viene assistito direttamente a casa (24mila). Tra le categorie più deboli degli indigenti si contano - continua la Coldiretti - 453mila bambini di età inferiore ai 15 anni, quasi 197mila anziani sopra i 65 anni e circa 103mila senza fissa dimora. Complessivamente nel 2018 sono stati distribuiti agli indigenti oltre 60 milioni di chili di prodotti alimentari, secondo l’analisi Coldiretti su dati Agea. In testa alla classifica c’è la pasta, con 13,5 milioni di chili, seguita dal latte con 11,6 milioni di chili e dai legumi in scatola (fagioli, piselli, lenticchie, ecc.), dei quali ne sono stati consegnati 8,7 milioni di chili. Al quarto posto – continua la Coldiretti – c’è il riso con 7,3 milioni di chili e al quinto la farina (4,5 milioni di chili) seguita da biscotti, olio di semi, confetture di frutta in barattolo o monodose, zucchero, fino a tonno, biscotti per l’infanzia e formaggi a Denominazione di origine protetta (Dop). Contro la povertà - continua la Coldiretti - si attiva la solidarietà con molte organizzazioni attive nella distribuzione degli alimenti, dalla Caritas Italiana alla Fondazione Banco Alimentare, dalla Croce Rossa Italiana alla Comunità di Sant’Egidio, dal Banco delle Opere di Carità all’Associazione Banco Alimentare Roma fino all’associazione Sempre Insieme per la Pace. E si contano ben 10.500 strutture periferiche (mense e centri di distribuzione) promosse da 200 enti caritativi impegnate nel coordinamento degli enti territoriali ufficialmente riconosciute dall’Agea che si occupa della distribuzione degli aiuti. Di fronte a questa situazione di difficoltà sono molti gli italiani attivi nella solidarietà a partire da Coldiretti e Campagna Amica che dal Villaggio #stocoicontadini di Milano hanno lanciato per la prima volta l’iniziativa della “spesa sospesa” a favore della Caritas. Si tratta della possibilità di fare una donazione libera presso i 160 banchi del mercato per fare la spesa a favore dei più bisognosi. In pratica, si mutua l’usanza campana del “caffè sospeso”, quando al bar si lascia pagato un caffè per il cliente che verrà dopo. In questo caso – spiega la Coldiretti - frutta, verdura, formaggi, salumi e ogni tipo di genere alimentare raccolto vengono consegnati alla Caritas che si occupa della distribuzione alle famiglie in difficoltà. “In un’occasione di incontro tra campagne e città come è il Villaggio Coldiretti non potevamo non pensare a chi in questo momento vive grandi sofferenze a causa della crisi economica che ha colpito duramente soprattutto le fasce più deboli della popolazione” ha dichiarato il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, nel sottolineare che “è però necessario intervenire anche a livello strutturale per rompere questa spirale negativa aumentando il reddito disponibile di chi oggi vive sotto la soglia di povertà”.

Quando la musica incontra la parola, rapisce il cuore di chi lascolta, si fa passione  e tutto è possibile questo è quello che accadrà durante  2 CASTELLI, UNA SOLA BEATRICE opera festival , organizzato e fortemente voluto da Associazione Musicale Voce Divina, Comune di Abbiategrasso,  Comune di Binasco ed  i rispettivi Assessorati alla cultura Un festival che unirà nella musica e nella storia  i due comuni, sotto un’unica stella protettrice, quella di Beatrice di Tenda, Duchessa di Milano, Signora di Abbiategrasso e di Binasco. Beatrice “nella storia” tutti ormai la conosciamo, donna e vittima sacrificale, la cui storia “ al vero” ha rapito il pensiero e l’estro musicale di Vincenzo Bellini, il quale ne ha fatto un’ eroina all’ interno di un’opera sublime, un capolavoro, considerato da tutti i melomani e addetti “ai lavori” uno degli esempi più belli e significativi di Belcanto nel panorama operistico Mondiale. Ebbene sì, or son passati 600 anni, da quel fatidico e tragico giorno. Per molti anni a seguire, la storia e la sorte di Beatrice, hanno continuato a dividere e a far pensare, coinvolgendo e sconvolgendo allo stesso tempo la vita dei due comuni, delle loro comunità e non solo. Chi è Beatrice ora? Beatrice è una donna affascinante, una donna “vincente” e seduttrice, una donna che unisce e fa ancora parlare di sé, catalizza l’attenzione di chi la conosce per la prima volta e rapisce il cuore di chi l’ascolta. Un festival nuovo nato dallesperienza maturata in questi anni, un festival che unisce nella musica e nella storia i due comuni, sotto un unica stella protettrice, quella di Beatrice di Tenda, Duchessa di Milano, Signora di Binasco e di Abbiategrasso. Il cartellone del festival  in  breve: CASTELLO VISCONTEO DI ABBIATEGRASSO: 5 luglio 2019 LOPERA A QUATTRO MANI, COME NON LAVETE MAI SENTITA"; 12 luglio 2109 LA BOHEME di G. Puccini – versione all’Italiana in forma di concerto; 11 Settembre 2019 LA DIVINA Omaggio a Maria Callas. CASTELLO VISCONTEO DI BINASCO: 13 settembre 2019 VERDI FOR LIVE, FOR LIFE, FOREVER concerto di chiusura del 600° Anniversario della morte di Beatrice di Tenda; 5 OTTOBRE 2019 – ALLA SCOPERTA DI UN REQUIEM – a cura del prof. Guido Pellegrini; 12 ottobre 2019 GRANDE MESSA DA REQUIEM di G. Verdi”.

Il concerto di San Pietro della banda La Filarmonica di Abbiategrasso è un appuntamento tanto consolidato negli anni che, a memoria di uomo, nessuno sa quando abbia avuto inizio questa tradizione. Sta di fatto che domenica 30 giugno si è svolta la consueta la processione a cui è seguita l'esibizione del corpo bandistico, eventi che hanno concluso il fine settimana dedicato ai festeggiamenti dei santi patroni Pietro e Paolo. Domenica 30 giugno, poco prima delle 21 ha avuto inizio la processione che, a partire dalla chiesa di San Pietro e accompagnata dalle marce religiose eseguite dai bandisti, è passata per le vie circostanti per poi ritornare al punto di partenza. Al termine, presso l'ex oratorio femminile di via Curioni i presenti hanno potuto assistere al concerto che chiude la stagione estiva della Filarmonica e tramite il quale i bandisti e tutto il consiglio direttivo colgono l'occasione per augurare una buona estate e buone vacanze. Il primo brano in programma, introdotto dalla voce del presentatore Giuseppe Comincini, è stato Four Winds Overture di Scheldon che ha saputo squadernare tutta la sua distesa classe di compositore. A seguire, due brani di compositori inglesi, rispettivamente English Folk Song Suite in tre movimenti di grande fascino dell'artista Vaughan Williams e la Prima Suite in Mib per banda militare, sempre in tre movimenti, di Holst il cui cantabile è stato immediatamente un'immersione in un suono intimo. Gli applausi entusiasti del pubblico hanno accompagnato agli ultimi due brani della serata, l'epico Centuria di Swearingen e le brillanti e travolgenti Danze popolari di Shostakovich che il direttore Dario Garegnani ha voluto dedicare a don Leandro in occasione del compleanno festeggiato pochi giorni prima. Nonostante l'afa e il caldo torrido che contraddistinguono le estive serate abbiatensi, il pubblico non ha fatto mancare il sostegno e ha applaudito con ancora più enfasi dopo il terzo movimento della Suite di Holst, eseguito come bis. Per l'organizzazione della serata dovuti ringraziamenti vanno rivolti a don Giuseppe che ha messo a disposizione l'ex oratorio femminile, a don Leandro per aver assistito con interesse e partecipazione al concerto e al caloroso pubblico. Per i musicanti della Filarmonica ha ora inizio un meritato periodo di riposo che durerà fino alla fine di agosto, quando poi riprenderanno i molti servizi e le consuete prove serali in vista della preparazione dei concerti per la prossima stagione.

Chiara Magistrelli

Nella Biblioteca Civica “Lino Germani” di Via Cesare Battisti, 2, Albairate si è svolto l'evento “5 Profili d’Autori” organizzato della Biblioteca Civica “Lino Germani” di Albairate e dall'Associazione “Ducato di Abbiate-Grasso”, con il patrocinio del Comune di Albairate, la Fondazione Per Leggere e il sostegno del Comitato di Utenti della Biblioteca di Albairate. La serata è stata introdotta di Maria Pustorino, presidentessa del Comitato della Biblioteca, che ha dato il benvenuto agli autori e al pubblico presente. Poi la parola è passata al presentatore ufficiale dell'iniziativa, lo scrittore, poeta e ex Consigliere Comunale Giuseppe La Barbera, affiancato dallo scrittore e professore Edmondo Masuzzi: entrambi hanno presentato in forma magistrale i cinque autori della serata. La Barbera, prima delle presentazione ha dato la parola ad uno degli inventori della rassegna “Profilo d’Autore”: lo storico, scrittore, poeta e presidente della Ass. “Ducato di Abbiate-Grasso” di origine cileno, Julio Araya Toro. Araya ha spiegato il perché e come è nata questa idea, grazie al poeta franco-cileno Victor Escobar e alla poetessa Marcela Rodriguez Valdivieso (moglie di Araya). Poi La Barbera ha chiamato il primo autore della serata, il poeta cileno Julio Araya Toro, che ha letto alcune poesie del suo libro “Antologia Poetica (Re) Completa”. Poi è stato il turno del pittore e poeta milanese Franco Farè, che ha letto alcune poesie del suo libro “Emozionando Parole 3”,  dopodichè è stato il turno del poeta siciliano Filippo Amato, che ha letto alcune poesie del suo libro “Quello Che il Cuor ti Detta, Scrivi”. Un momento molto emozionante e commovente è stato quando la pittrice abbiatense Gabriella Raimondo ha interpretato in forma brillante la poesia finale di Amato. A seguire, il poeta Masuzzi ha presentato il poeta albairatese di origine siciliana, Giuseppe La Barbera, che ha letto alcune pagine del sue libro-racconto “La Beffa di Madero”. Infine il turno ill poeta e scrittore abbiatense, Alessandro De Vecchi, che ha letto alcune pagine del suo nuovo romanzo “A Meno che Non Vincano Tutti”. A questo evento erano presenti la giovane, gentile e sorridente nuova Assessora alla Istruzione, Cultura e Biblioteca di Albairate, dottoressa Maria Cristina Trezzi; lo scrittore e membro del consiglio del Comitato di Utenti della Biblioteca di Albairate, Massimo Colombo; il poeta albairatese Paolo Sartori; i pittori abbiatensi Ernesto Achilli e Danilo Radice entrambi consiglieri e soci della Ass. “Amici dell’Arte e della Cultura di Abbiategrasso” e la gentilissima responsabile della Biblioteca di Albairate, Pamela Rizzi. Radice è l'autore dei ritratti dei cinque autori. E' stata una bellissima e magica serata di estate alla Biblioteca di Albairate.

Acqua ancora più sicura, più controllata e più pulita. Alla vigilia dell’inizio dell’estate, il Comune di Abbiategrasso potenzia la propria rete idrica inaugurando un nuovo pozzo. Da mercoledì 12 giugno è stato attivato il nuovo impianto acquedotto di via Coppi. Al fine di evitare disservizi e gestire eventuali situazioni problematiche,Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano (e quindi anche del comune di Abbiategrasso) nelle scorse settimane ha effettuato interventi propedeutici di pulizia delle condotte, tramite l’innovativa tecnica dell’Ice-pigging.- un procedimento che consiste nel pompare ghiaccio nelle tubature per eliminare impurità -, in particolare sulle vie Coppi, Gaetano Sforza, della Pazienza e limitrofe. La messa in esercizio di un nuovo pozzo può comportare, a volte, una variazione temporanea degli equilibri distributivi della rete idrica, sia sotto il profilo organolettico dell’acqua, sia dal punto di vista della quantità complessiva di acqua che viene distribuita. Il nuovo impianto di via Coppi darà un importante contributo alla quantità di acqua immessa in rete, soprattutto negli orari di grande consumo (in particolare alla mattina e alla sera), oltre a erogare acqua di alta qualità. La stessa, del resto, che abitualmente si registra anche negli altri impianti di Abbiategrasso. La zona di influenza di tale impianto indicativamente interesserà le vie ricomprese a nord da via Silvio Pellico, a sud via Coppi, a est via Gaetano Sforza e a ovest via della Pazienza e vie limitrofe. Sono state adottate tutte le precauzioni per evitare qualsiasi tipo di disagio alla cittadinanza. Nel caso, si tratterebbe di situazioni estemporanee e fisiologiche, di breve durata. Per ogni evenienza, è possibile contattare il Pronto Intervento di Gruppo CAP, chiamando il numero verde 800 175 571, per avere direttamente una valutazione di tipo tecnico e contare su risposte tempestive in base alle specifiche esigenze.

L’ Amministrazione comunale di Milano ha varato la proposta sulle nuove tariffe di trasporto pubblico in città. Il biglietto singolo passa da 1,50 a 2 euro ma ne sarà esteso l’uso: sarà valido non solo a Milano ma anche nei comuni di prima fascia come Rho Fiera, Sesto San Giovanni, Rozzano, San Donato, Bresso, Bollate e altri. Prevista l’integrazione dei titoli di viaggio e l’accesso all’intera offerta di trasporto pubblico compresa nel bacino di Milano, Monza e Brianza. Sarà mantenuto il costo dell’abbonamento agli attuali 330 euro con la possibilità della rateizzazione mensile del pagamento. Fra le novità piu’ importanti la gratuità dell’intero servizio trasporti per i giovani fino a 14 anni. Il piano prevede che il prezzo dell’abbonamento resti invariato e ridotto fino a 27 anni anzichè 26. Le agevolazioni vengono estese fino ai 30 anni con Isee sotto i 28mila euro (mensile o annuale ridotto rispettivamente a 22 e 200 euro) a prezzo invariato rispetto a oggi. Dedicata ai giovani anche una un’altra novità: scende da 29 a 12 euro fino ai 27 anni l’abbonamento al BikeMi per chi e’ abbonato anche al trasporto pubblico. A partire dai 28 anni il costo per il doppio abbonamento passa da 29 a 24 Euro. Per tutti, a partire dall’ introduzione del nuovo sistema tariffario, sarà possibile “caricare” l’abbonamento del BikeMi sulla tessera Atm integrando i due servizi.

E' stato presentato, presso la sede del capofila Parco Lombardo della Valle del Ticino, nel corso di una conferenza stampa, Aretè – acqua in rete: gestione virtuosa della risorsa idrica e degli agroecosistemi per l’incremento del capitale naturale, il progetto triennale – avviato lo scorso febbraio e cofinanziato dalla Fondazione Cariplo, nell’ambito del bando Capitale Naturale 2018 – di cui ETVilloresi è partner e al quale partecipano, oltre agli Enti di gestione delle aree protette del Ticino e del Lago Maggiore, la Provincia di Pavia, l’Associazione Irrigazione Est Sesia, l’Università degli Studi di Milano, l’Istituto di Ricerca sulle Acque-Consiglio Nazionale delle Ricerche, Legambiente Lombardia, la Società Cooperativa Sociale Eliante e la Società di Scienze Naturali del Verbano Cusio Ossola. In un contesto di elevata urbanizzazione e di agricoltura intensiva, che frammentano gli habitat naturali, una serie di interventi di riqualificazione ecologica (dalla creazione e recupero di aree umide, all’incremento di superfici gestite a marcita o prato allagato, dalla realizzazione di prati fioriti e "tessere agroambientali", alla riqualificazione di ampie superfici boscate) permetteranno un sensibile sviluppo della biodiversità e un migliore approvvigionamento da parte delle realtà agricole. L’acqua è chiaramente l’asse portante del progetto, fondamentale per garantire la sostenibilità economica delle aziende agricole locali e la conservazione del paesaggio tradizionale, attraverso un utilizzo efficiente del reticolo.E

Dal  9 maggio è possibile effettuare  all' ospedale di Abbiategrasso le visite senologiche in un nuovo ambulatorio dedicato. Il punto di forza di questo nuovo servizio dedicato alle donne è la compresenza, nel corso del consulto diagnostico, di un chirurgo senologo e di un oncologo grazie alla collaborazione tra i chirurghi della U.O. di Chirurgia generale e gli oncologi della U.O. di Oncologia dell’Ospedale di Magenta. L’ obiettivo è potenziare l’attività di prevenzione e diagnosi precoce di una patologia importante come il tumore della mammella; rendere più veloce la presa in carico delle pazienti che hanno un dubbio o una diagnosi già accertata di neoplasia al seno;effettuare visite congiunte tra chirurgo e oncologo, già all’ inizio dell’iter diagnostico e terapeutico della patologia mammaria: questo permette di indirizzare le pazienti da subito alla migliore terapia possibile. Il nuovo servizio è un’ulteriore porta di ingresso alla breast unit, già attiva nella Asst Ovest Milano da circa 3 anni. Grande  l’impegno di professionisti esperti nella cura e nella diagnosi dei tumori della mammella che, attraverso incontri multidisciplinari, discutono tutti i casi diagnosticati per attivare alle pazienti la migliore terapia possibile e la più elevata possibilità di guarigione: il radiologo, l’anatomo-patologo, il chirurgo, l’oncologo, l’infermiere, lo psicologo, il radioterapista, il fisiatra e il medico delle cure palliative , ognuno per la propria competenza, tutti in campo per raggiungere l’obiettivo.

Più luminosi, più efficienti, meno impattanti, a costo zero per le casse del Comune. Abbiategrasso si appresta a rivoluzionare, nell’arco di 1 anno, tutti i quasi 4000 punti luce sparsi in città. Per l’esattezza sono 3.982. Il progetto, di cui ha parlato nell’ultimo Consiglio comunale il vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici Roberto Albetti, è stato assegnato ad un colosso del settore (A2A Illuminazione Pubblica S.r.l.), che consentirà al Comune di rinnovare a costo zero tutti i punti luce. Il tipo di contratto, già in uso presso diverse Amministrazioni pubbliche, prevede che il soggetto attuatore provveda alla sostituzione degli impianti diventandone il gestore (e incassando il costo dell’erogazione dell’energia). Nel contratto suddetto ci sono anche le manutenzioni ordinarie e straordinarie nel periodo di gestione; la proposta di gestione, in sintesi, prevede un investimento di € 3.536.527 (esclusa IVA di legge) comprensivo degli interventi di efficientamento energetico, riqualificazione, messa a norma e integrazione degli impianti di illuminazione pubblica anche con servizi smart-city, del riscatto degli impianti di proprietà Enel Sole s.r.l. e delle spese tecniche connesse e conseguenti; una durata della concessione di 20 anni; i punti luce gestiti (3.982), un canone annuale a carico del Comune: € 520.000, 00, oltre IVA di legge, per 20 anni, comprensivo del canone di gestione, del canone di fornitura dei vettori energetici e del canone di riqualificazione. Tra i principali benefici: riqualificazione complessiva degli impianti IP con un incremento dell’efficienza media delle sorgenti luminose pari a 136 lm/W contro gli attuali 86 lm/W (+57,7%), un risparmio energetico minimo atteso del 71,7%, la riduzione della potenza media installata che sarà pari a 46,2 W contro gli attuali 121,4 W (-62,0%). I previsti tempi di esecuzione degli interventi di efficientamento sono stimati in circa 240 giorni, ossia circa 1 anno. 

Nato nel 2013 con il desiderio di offrire un palco a tutti i gli artisti, di ogni genere ed esperienza, Cislianerfest ha da sempre come missione la promozione della musica e della cultura della buona musica a 360 gradi: in questi primi anni il live contest che caratterizza le tre serate di festival si è rivelato uno dei contest di riferimento in Lombardia, per quanto riguarda la musica emergente, ricevendo iscrizioni tutt’Italia: Milano, Bergamo, Lodi, Padova, Torino e Chieti sono alcune delle città presenti sulle carte d’identità dei nostri artisti. Cislianerfest è molto di più di un semplice contest: oltre a vantare collaborazioni con alcune delle realtà lombarde più affermate del settore musicale (tra cui Massive Arts Studios e 0371 Music Press), grazie a diversi club locali che collaborano all’arricchimento delle varie giornate offre divertimento per tutte le età durante tutto l’arco delle giornate: negli anni hanno partecipato dei Vespa Club, Alfa Romeo Club, Tuning Club, Volo Club e numerosi sono stati gli eventi concomitanti. Cislianerfest vuole cercare di portare la cultura estera dei festival in Italia, arricchita dal grande spirito artistico italiano, con la grande consapevolezza che non è festa se non c’è musica. Cislianerfest giunto ormai alla sua sesta edizione, si propone come un festival a tutto tondo, dove, tra buon malto locale, ottimo cibo e numerose attività, il filo conduttore è la musica!  Avrà luogo il 6/7/8 Settembre 2019 in via Cusago 2 a Cisliano (MI), presso Libera Masseria, bene confiscato alla ‘Ndrangheta nel 2011, di cui il Comune di Cisliano ha ottenuto, dopo un presidio di legalità avvenuto nel 2015, il comodato d’uso gratuito (primo caso in Italia) che ci auguriamo possa trasformarsi in assegnazione definitiva. Spostare il festival in Masseria è prendere possesso del bene con l’arma più efficace ed universalmente riconosciuta: la musica.Da Mercoledì 5 Giugno 2019 fino al 24 Agosto 2019 sono aperte le iscrizioni per la sesta edizione del contest targato Cislianerfest. 

Nel consiglio direttivo di A.P.I., l’associazione delle piccole e medie industrie, si è riunito per la prima volta, anche alcuni imprenditori del Sud Ovest Milano. A fianco del presidente Paolo Galassi, imprenditore chimico e metalmeccanico, ci saranno Luciana Ciceri (Ciceri De Mondel Srl - Ozzero), Gabriele Ferrario (Termoresine Srl - Arconate), Gianmarco Reina (Mollificio Moll Mar Srl – Settimo Milanese), Mario Scotti (A.U.Esse. Srl - Albairate), Stefania Temporiti (Temporiti Srl - Mesero). Le istanze dell’imprenditoria del Sud Ovest Milano sono bene rappresentate anche tra i presidenti di categoria grazie a Emanuela Meucci (Meucci Igino di Milani Fabio e C. Sas - Buccinasco), per A.P.I. Alimentare e Alberto Fiammenghi (Fiammenghi Srl - Assago) per A.P.I. GEC. Gli altri componenti del consiglio di A.P.I. sono: Andrea Barzaghi (Barzaghi Srl), Luca Granata (Industrie Grafiche RGM Srl), Daniele Guerzoni (Guerzoni Srl), Elena Mai (L.C.M. Srl), Giuseppe Merlino (Else Nuclear Srl), Fabrizio Merlo (FEMAG Ferri Magnetici Srl), Fabrizio Motta (Motta Impianti Srl), Giuseppe Nocita (Pipeline Srl), Marino Pizzurno (Tecno Service Srl), Pietro Trezzi (Trezzi Refrattari Srl), Marco Ungari (Ungari Srl). «Oggi più che mai - ha spiegato Paolo Galassi – è importante il ruolo di tutela degli interessi delle piccole e medie imprese svolto dalle associazioni. Serve una visione pragmatica contro le liti e l’immobilità dei palazzi. Noi tutti dobbiamo lavorare per riattivare un circolo virtuoso nel mercato interno. Questa è la base per varare finalmente una politica industriale che consenta di competere ad armi pari con gli altri paesi europei. Il sentiment raccolto dal nostro Ufficio Studi, evidenzia le richieste prioritarie per le PMI: riduzione della pressione fiscale (25%), sviluppo delle infrastrutture fisiche e digitali (22%) riduzione della burocrazia e degli ostacoli al fare impresa (20%), agevolazioni per internazionalizzazione (17%), tempi e regole della giustizia certi (12%), accesso al credito tramite soluzioni fintech (4%)». Numerosi gli interventi che saranno messi in campo dall’Associazione di viale Brenta (oltre 2 mila associate per quasi 42 mila addetti) nel prossimo triennio per sostenere e valorizzare le PMI e il ruolo fondamentale che rivestono nel Sistema Italia. «Tutela, efficienza, sviluppo, innovazione, sostenibilità e networking - spiega Galassi – riassumono le macrocategorie dei bisogni delle imprese e indirizzano gli obiettivi di A.P.I. 2020, un’associazione che evolve per essere guida e supporto delle PMI che si stanno aprendo alla trasformazione digitale e alle opportunità che può dare».Non solo trasversalità ma attenzione alle esigenze dei diversi settori, per questo sono parte del consiglio, per supportarne gli obiettivi, anche i presidenti di categoria: Andrea Zavatarelli (Agef Srl) per A.P.I. Chimica; Carlo Ricchi (Metropolis Srl) per A.P.I. Digitale; Giacomo Lo Duca (Arca Srl) per A.P.I. Edilizia e affini; Francesco Galli (Edil Legno Srl); per A.P.I. Legno e arredo; Giancarlo Saglimbeni (Carioni Spedizioni Internazionali Srl) per A.P.I. Logistica; Matteo Gilardi (Trafilerie Edoardo Gilardi & C.Srl) per A.P.I. Meccanica; Claudio Fornengo (AMT Srl) per A.P.I. Terziario; Alberto Manganini (Mag Moda New Srl) per A.P.I. Tessile e Moda.

Dopo due stagioni positive, non poteva che arrivare la riconferma di coach Cerri sulla panchina della Nuova Pallacanestro Vigevano 1955.  Sei soddisfatto del rinnovo? "Certamente si, devo ringraziare la società vigevanese e tutto l’ambiente ducale che mi darà la possibilità di allenare, insieme a coach Paolo Piazza per la terza stagione consecutiva". Avete cambiato diversi giocatori, nonostante un annata strepitosa con un quarto posto in stagione regolare e l’uscita, solo in semifinale, con Orzinuovi poi approdata in serie A.  E’ stata una scelta o un esigenza? "Siamo stati fra i primi a chiudere il mercato, perché avevamo la necessità di anticipare le scelte di chi era ancora impegnato nei play off e soprattutto perché avevamo le idee chiare sul tipo di squadra da proporre per la stagione 19/20. Consapevoli di perdere qualcosa sotto il profilo dell’esperienza e carisma, abbiamo svecchiato la squadra, prendendo giovani emergenti ma che hanno già giocato con profitto questo campionato di serie B". Che squadra vedremo in campo? "Proprio per il discorso fatto in precedenza, dovremo essere una squadra che dimostrerà di avere fame di basket, di conoscenza, di curiosità nello scoprire giorno per giorno il nostro sistema di gioco, che non potrà non partire da una difesa attente e organizzata per poi sfruttare il campo in transizione. Sarà come sempre il lavoro la nostra forza, l’unità di intenti di tutti e la capacità di trasformarci in meglio nel corso della stagione". Ci presenti con una battuta il roster ? "Mazzucchelli = è utilità fatta a persona. Rossi = è un trascinatore nato. Passerini = potenzialmente esplosivo. Brigato = faccia tosta ma... Beretta = faccia pulita ma... Verri = sarà il più anziano, almeno per la carta d’identità. Da papà a nonno in un mese. Dell’Agnello= arma letale. Aromando = air omando ….vorrai dire. Filippini = gigante dalle mani raffinate. Martinoli = di Vigevano……vedremo se diventerà vigevanese". Quali sono gli obbiettivi della società? "Siamo stati impegnati a fondo per il mercato e a breve sapremo la composizione dei gironi. Successivamente poi verranno definiti tutti i roster delle squadre avversarie e solo allora si potranno mettere i primi paletti con gli obbiettivi della stagione. A Vigevano ho imparato che bisogna stare tutti sempre con i piedi piombati a terra, quindi il primissimo obbiettivo sarà consolidare la serie B, poi come la passata stagione, inizieremo nel caso a fare altri ragionamenti in corso di stagione". Invece i tuoi obbiettivi?  "A inizio stagione i miei obbiettivi sono sempre gli stessi. Il primo è conoscere i giocatori per poi raggiungere un feeling positivo, cercando di migliorarli sotto l’aspetto tecnico, tattico, psicologico e prepararli alle difficoltà della partita e della stagione intera. Il secondo è quello di capire sempre meglio questo gioco nelle sue sfumature, perché non si finisce mai di imparare e se non hai la curiosità e lo stimolo di migliorarti non puoi ricoprire questo ruolo". Il 20 Agosto inizierà la preparazione cosa possiamo dire ai tifosi ducali? "I tifosi ti danno un emozione che solo quando la vivi la comprendi fino in fondo. Vanno ripagati con impegno, lavoro, sudore, sangue e rispetto.  Queste caratteristiche dovranno essere ben recepite da tutti e siamo sicuri di aver scelto le persone e i giocatori giusti".

 Il presidente del Parco del Ticino Gian Pietro Beltrami ha rassegnato le dimissioni. “Preso atto del parere dell’avvocatura di Regione Lombardia, alla quale mi ero rivolto dopo la mia elezione a sindaco di Besate – dichiara Gian Pietro Beltrami –  ho deciso di lasciare l’incarico. Come avevo spiegato alla Comunità del Parco non sono un “poltronista” e non sarei rimasto ad ogni costo: la Comunità mi aveva rinnovato la fiducia per gestire l’ordinaria amministrazione e l’attuazione della  Legge 28 per il riordino delle aree protette, ma la Regione ha espresso parere diverso in merito alla compatibilità delle due cariche alla quale mi adeguo come avevo garantito all’assemblea”. Nei prossimi giorni arriveranno anche le dimissioni del consigliere Fabrizio Fracassi , eletto sindaco di Pavia. Il Consiglio di Gestione resta regolarmente in carica  fino al 31 ottobre, quando saranno rinnovati gli Organismi Direttivi di tutti i Parchi Regionali, sotto la guida della vicepresidente Cristina Chiappa  e con i consiglieri Fabio Signorelli  e Gioia Gibelli. “Lascio con serenità consapevole di quanto di buono ho fatto in questi anni – prosegue Beltrami -. La Comunità dei sindaci ha riconosciuto gli ottimi risultati ottenuti, il risanamento del bilancio del Parco che oggi gode di ottima salute, l’incremento del patrimonio , i milioni di  euro di progetti attuati a tutela della biodiversità del Parco. Per contro mi fa specie leggere  commenti su Facebook in cui si accomunano le mie dimissioni a quelle del sindaco di Legnano, dovute a motivi completamente diversi. All’ex vicesindaco di Magenta Paolo Razzano – conclude Beltrami -consiglio in queste calde giornate estive di guardare in casa propria. I recenti  risultati elettorali, a partire da Magenta, dimostrano che è il centrosinistra , e non solo del territorio, ad essere alla frutta … ma quella secca!”. Salvo improbabili sorprese, i nuovi vertici del Parco saranno eletti dopo l’estate. Il 23 novembre 2018 era entrato in carica l’attuale consiglio di gestione di villa Castiglioni, composto come detto da Fabrizio Fracassi e Gioia Gibelli, consiglieri che erano uscenti, assieme neo eletti  Cristina Chiappa, 42 anni , responsabile Marketing di un’azienda,  nominata da Regione Lombardia, e Fabio Signorelli, 50 anni, Assessore del Comune di Linarolo, geometra, libero professionista. Coi Comuni di Pavia, Magenta, Abbiategrasso e Gallarate saldamente in mano al cdx e Lega i giochi sono sostanzialmente già fatti. Il prossimo presidente del Parco del Ticino sarà per la prima volta nella storia un esponente della Lega, a meno di clamorosi colpi di scena. Di candidature, per ora, sembrano non essercene. Gli altri posti del Consiglio, in totale 4 più la presidenza, saranno appannaggio di Lega, Pd, Forza Italia e forse FDI, anche se per equilibrare i rapporti tra maggioranza e opposizione potrebbero non esserci posti per tutti. La Regione Lombardia ha modificato radicalmente, in questi anni, le leggi e la gestione stessa dei parchi, ma pur col passare degli anni il Parco Ticino, primo e più grande parco fluviale d’Italia ed Europa, resta una realtà strategica per l’asse Varese-Milano-Pavia, e ovviamente per il nostro territorio dell’est Ticino, dove nacque nel lontano 1974. Pallino in mano al Carroccio, dunque, che ha i numeri per esprimere un candidato alla Presidenza ma che ha tutti o quasi i suoi principali esponenti impegnati su altri fronti istituzionali, da Roma a Milano passando per Comuni e città.

Per la prima volta i contadini italiani scendono in campo negli stadi per promuovere la conoscenza e il consumo del vero cibo Made in Italy con una squadra di oltre 11mila tra fattorie, mercati e agriturismi di Campagna Amica. E’ quanto spiega la Coldiretti in occasione della firma del primo accordo con la Lega Pro per la valorizzazione fra tifosi e calciatori delle migliori produzioni agroalimentari del territorio a chilometri zero. L’intesa firmata a Firenze dal Presidente di Coldiretti Ettore Prandini e dal Presidente di Lega Pro Francesco Ghirelli, alla presenza del Presidente della FIFA Gianni Infantino e del Presidente della FIGC Gabriele Gravina, prevede una collaborazione su un ampio progetto legato alla sana e corretta alimentazione nello sport rivolto ai bambini, ai ragazzi e a tutti gli appassionati di calcio che frequentano gli stadi. Ogni partita – spiega la Coldiretti - le squadre e i loro tifosi delle diverse regioni d’Italia avranno l’occasione di conoscere e provare il patrimonio agroalimentare del territorio facendo al tempo stesso un viaggio fra i tesori del gusto conservati e protetti da generazioni di agricoltori nelle campagne. Negli stadi non più solo hot dog e noccioline, patatine e popcorn ma anche – sottolinea la Coldiretti - prodotti tipici del territorio, dai salumi ai formaggi dal pane alla frutta e alla verdura di stagione. L’obiettivo è orientare i consumatori verso scelte alimentari corrette e sicure, nel rispetto della stagionalità con prodotti 100% Made in Italy della rete di Campagna Amica che garantisce l’identità, l’origine e la tracciabilità di tutta la filiera dal campo alla tavola. L’accordo prevede presenze negli stadi, in occasione delle partite organizzate dalla Lega Pro, con oasi del gusto degli agricoltori di Coldiretti, partecipazione degli agrichef di Campagna Amica con i propri prodotti durante eventi o manifestazioni, coinvolgimento della Lega Pro in percorsi di approfondimento sui temi della legalità e nel progetto “Educazione alla Campagna Amica” nelle scuole italiane con la partecipazione a iniziative su tutto il territorio nazionale. Oltre a coinvolgere alunni delle scuole elementari e medie in tutta Italia con lezioni nelle aziende agricole e in classe – spiega la Coldiretti – la rete didattica di “Educazione alla Campagna Amica” si estende agli stadi con l’obiettivo di formare consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti per fermare – sottolinea la Coldiretti – il consumo del cibo spazzatura e valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea e il legame fra i prodotti dell’agricoltura ai cibi consumati ogni giorno. La dieta mediterranea – evidenzia la Coldiretti – è stata dichiarata la migliore dieta al mondo nel 2019 sulla base del best diet ranking 2019 elaborato dal media statunitense U.S. News & World Report, noto a livello globale per la redazione di classifiche e consigli per i consumatori. La dieta mediterranea – sottolinea la Coldiretti – ha vinto la sfida tra 41 diverse alternative grazie agli effetti positivi sulla longevità e ai benefici per la salute. La dieta mediterranea ha consentito all’Italia di conquistare una speranza di vita che è tra le più alte a livello mondiale con 80,8 anni per gli uomini e 85, per le donne. Si tratta – afferma la Coldiretti – della conferma della bontà di un regime alimentare che rispecchia il valore e la grande varietà enogastronomica italiana. “Acquistare prodotti locali è un segnale di attenzione al proprio territorio, alla tutela dell’ambiente e del paesaggio, ma anche un sostegno all’economia e all’occupazione - sottolinea il presidente della Coldiretti Ettore Prandini - si tratta di una responsabilità sociale che si è diffusa tra i cittadini nel tempo della crisi con la crescita dei mercati contadini che in Italia sono diventati – conclude Prandini - non solo luogo di consumo, ma anche momenti di educazione, socializzazione, cultura e solidarietà”.

Il sindaco Cesare Nai ha messo un'ordinanza rivolta a tutti coloro che possiedono un giardino o un appezzamento di terra che confina con la sede ferroviaria: in seguito ai danni provocati dalla caduta di rami e vegetazione sui binari, i proprietari dei terreni devono tagliare le sporgenze di alberi e piante che possono interferire con il passaggio dei treni. Il problema si verifica, in particolare, in occasione di eventi meteorologici di particolare intensità e determina talvolta anche rallentamenti e interruzioni nella circolazione dei treni. Pertanto, chi possiede alberi, arbusti o rampicanti, che crescono nei terreni e giardini al confine con i binari, è tenuto ad effettuare con regolarità gli interventi di potatura e manutenzione ordinaria e straordinaria delle piante proprio per evitare che si verifichino nuovamente situazioni di pericolo. Come previsto dalla legge, infatti, (art. 52 e 55 del D.P.R. 753/1980) è vietato far crescere piante o siepi lungo i tracciati della ferrovia, e i terreni adiacenti alla linea non possono essere destinati a bosco ad una distanza minore di 50 metri dalle rotaie. Inoltre, è necessario che i privati si occupino anche di rimuovere immediatamente alberi, ramaglie e terriccio che dovessero cadere sulla linea. Coloro che non rispetteranno quanto prescritto dall'ordinanza, saranno sanzionati come previsto dalla normativa (art. 38 e 63 del D.P.R. 753/80).Per informazioni e chiarimenti, il Servizio Ecologia e Ambiente del Comune è disponibile nella sede municipale di Villa Sanchioli - viale Cattaneo 2, tel. 02-94692.319/328, email servizio.ambiente@comune.abbiategrasso.mi.it

Sono oltre 160 gli ettari a canapa in Lombardia, con un aumento del 600% dei terreni coltivati tra 2014 e 2018. È quanto afferma la Coldiretti regionale nel commentare la decisione restrittiva presa dalle sezioni unite penali della Cassazione che rischia di frenare un settore in grande sviluppo.Se nel 2006 questa coltivazione nella nostra regione non esisteva, – spiega la Coldiretti Lombardia su dati regionali – nel 2014 gli ettari coltivati erano 23, mentre oggi i campi dedicati a questa coltura si trovano praticamente in tutte le province lombarde per un totale di circa 166 ettari nel 2018. La canapa è una pianta versatile dai molteplici utilizzi – continua la Coldiretti – che spaziano dalla bioedilizia all’alimentare, tanto che tra gli operatori del settore viene considerata un vero e proprio “maiale vegetale”, dato che non si butta via nulla. In Lombardia – spiega la Coldiretti – oltre alla coltivazione per scopi industriali, si registrano esperienze innovative che riguardano il cibo con esempi di imprenditori agricoli che producono cracker, birra, olio per cucinare e tisane. In Italia nel giro di cinque anni - sottolinea la Coldiretti nazionale - sono aumentati di dieci volte i terreni coltivati a cannabis sativa, dai 400 ettari del 2013 ai quasi 4000 stimati per il 2018 nelle campagne dove sono centinaia le aziende agricole che hanno investito nella coltivazione, dalla Puglia al Piemonte, dal Veneto alla Basilicata, ma anche in Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Sardegna. E’ in realtà, rileva la Coldiretti, un ritorno per una coltivazione che fino agli anni ‘40 era più che familiare in Italia, tanto che il Belpaese con quasi 100mila ettari era il secondo maggior produttore di canapa al mondo (dietro soltanto all’Unione Sovietica). Il declino, spiega la Coldiretti, è arrivato per la progressiva industrializzazione e l’avvento del “boom economico” che ha imposto sul mercato le fibre sintetiche, ma anche dalla campagna internazionale contro gli stupefacenti che ha gettato un’ombra su questa pianta.ll Governo italiano nel 1961 sottoscriveva una convenzione internazionale chiamata “Convenzione Unica sulle Sostanze Stupefacenti” (seguita da quelle del 1971 e del 1988), in cui la canapa sarebbe dovuta sparire dal mondo entro 25 anni dalla sua entrata in vigore mentre nel 1975 esce la “legge Cossiga” contro gli stupefacenti, e negli anni successivi gli ultimi ettari coltivati a canapa scompaiono.

Lactalis mette a segno un altro colpo in Italia e rileva l’intero capitale di Nuova Castelli, societa’ di Reggio Emilia leader nella distribuzione dei formaggi Dop italiani e principale esportatore di Parmigiano Reggiano nel mondo, di cui sforna circa 105.000 forme all’anno. Si tratta del gruppo che detiene anche il caseificio ex Cairati di via Sturzo 10 ad Abbiategrasso, con la città del Leone che pertanto seppur indirettamente finisce nell’operazione finanziaria. Lo fa incurante della levata di scudi che si era alzata da parte dell’industria e della politica italiana verso l’inarrestabile avanzata del colosso francese e sbaragliando una concorrenza tricolore che, se c’e’ stata, e’ stata sbaragliata da un gigante che gia’ e’ di casa nel nostro Paese, dove controlla marchi storici come Parmalat, Galbani, Invernizzi, Vallelata, Locatelli, Cademartori. Acquistando l’intero capitale di Nuova Castelli, di cui l’80% era detenuto dal fondo di investimento inglese Chartherhouse Capital Partner, Lactalis ingloba un’azienda che ha 13 siti produttivi in Italia e tre all’estero, impiega un migliaio di dipendenti e nel 2018 ha fatturato 460 milioni di euro, di cui il 70% grazie all’export di prodotti Dop come il parmigiano reggiano, la mozzarella di bufala campana e il gorgonzola. Il gruppo di Laval, che nel nostro Paese impiega gia’ 5.500 persone e dispone di 29 siti produttivi, fa sapere di essere “pronto a sostenere i prodotti DOP italiani nel mondo”. “Con questa operazione – annuncia la nota – il Gruppo Lactalis rafforza la sua leadership nella distribuzione dei formaggi italiani DOP sui mercati internazionali, dove e’ gia’ protagonista con una presenza commerciale e distributiva in oltre 140 paesi”. L’accordo sulla cessione non e’ stato fermato dalle polemiche sui francesi, che in passato hanno dovuto affrontare l’accusa di ‘strangolare’ i nostri produttori di latte con una politica dei prezzi iniqua e di aver gestito Parmalat con modalita’ ‘padronali’ non rispettose di una societa’ quotata. Occorre “fermare la svendita del Parmigiano Reggiano ai francesi per non ripetere gli stessi errori commessi in passato con la cessione della Parmalat”, aveva tuonato il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini. “Faremo di tutto per tutelare l’agroalimentare italiano dall’assalto delle multinazionali straniere” le parole del ministro dell’agricoltura, Gian Marco Centinaio, che prometteva una difesa “senza se e senza ma”del Parmigiano. La cordata Tricolore, auspicata tra gli altri da Cia-Agricoltori Italiani e dalle Cooperative, non si e’ pero’ materializzata. Lasciando mettere a Lactalis un’altra bandierina su un pezzo della nostra industria alimentare. 

Nella palestra dell’istituto “Bachelet”, si è tenuto lo stage ISI (Istituto Shotokan Italia). L’allenamento, a cui hanno partecipato moltissimi karateka lombardi e non, smistati in tre diverse palestre in base al livello di cintura, ha visto anche la docenza – per le cinture nere di grado più elevato – del M° Hiroshi Shirai, considerato giustamente uno dei più grandi Maestri del Karate Tradizionale a livello mondiale. Come sempre, una grande energia ha pervaso le sedi degli allenamenti che sono stati intensi e hanno impegnato duramente i karateka presenti. Tra questi, anche gli atleti del settore karate del “Centro Studio Arti Marziali Funakoshi-Yamato”, che hanno dato fondo alle loro energie per soddisfare le richieste dei vari docenti. L’appuntamento più importante, però, era la sessione di esami di dan, che si è tenuta subito dopo lo stage. A presentarsi davanti alla commissione d’esame, Umberto Rossi! Essere esaminati dal M° Shirai è sempre un’emozione unica ed irripetibile, che a volte fa un po’ soggezione. Ma Umberto, che era stato attentamente e minuziosamente preparato dai M° Patrizia Martini e Gino Mori, ha saputo superare la tensione che un impegno così importante comporta senza battere ciglio. E così per lui è arrivata un’ottima votazione in tutte le varie prove d’esame e con esse anche il grado di IV dan! Ma anche per i più karateka più giovani è stato tempo di esami! Martedì 28 maggio, nella palestra di via Leonardo da Vinci – abituale sede di allenamento per i karateka abbiatensi –, si sono tenuti gli esami di kyu, ossia i gradi di cintura colorata. Un agguerrito gruppo di karateka si è presentato davanti alla commissione costituita dai membri dello staff tecnico della Funakoshi. Risultato? Tutti promossi! Un giusto risultato per l’impegno profuso da tutti gli allievi durante l’anno, che è stato fruttuoso anche dal punto di vista agonistico! Grande soddisfazione, quindi, non solo per i karateka e le loro famiglie venute ad assistere, ma anche per gli insegnanti che vedono crescere giorno per giorno nuove generazioni di atleti! Ora ultimi allenamenti in cui i neopromossi potranno sfoggiare le loro nuove sgargianti cinture!Dopodiché, meritate vacanze per tutti per poi ripartire a settembre per una nuova intensa stagione!

Una debacle nel 2018 – con una puntualità reale che arriva a -28 punti percentuali rispetto alla quota prevista dal Contratto di servizio, fissata al 95% -, e una tragedia nei primi quattro mesi del 2019 – quando la vetta più alta del ritardo mensile a febbraio ha toccato i -31 punti percentuali. Sono alcuni dei risultati di esercizio di Trenord, la società pubblica partecipata da Regione Lombardia attraverso Ferrovie Nord Milano e Trenitalia, che ogni giorno ha il compito di trasportare gli oltre 750 mila pendolari lombardi. E lo fa con non pochi problemi. A certificarlo, oltre i quotidiani sfoghi sui social, divenuti moderni cahiers de doléances, il consuntivo segreto sulla produzione ferroviaria del 2018 e dei primi quattro mesi del 2019 compilato da Trenord che Business Insider Italia ha potuto visionare in esclusiva. Una serie di dati che fotografano ritardi, soppressioni, mancati guadagni, giorno per giorno, mese per mese. Il report si conclude poi con una tabella assai inquietante, quella dei “mancati introiti” causa soppressioni che per il 2018 riporta la cifra monstre di 179.305.335 euroIniziamo con i ritardi: secondo il Contratto di servizio sottoscritto tra Pirellone e Trenord (prolungato nel 2015 senza gara concorrenziale e senza voto in consiglio regionale), si considerano in orario tutti i treni giunti entro i 5 minuti dall’orario previsto. Cioè, se un treno ha un arrivo previsto a Milano Centrale alle 8:30 e invece giunge alle 8:35, viene considerato comunque in orario (convenzione burocratica che fa innervosire non poco i soci svizzeri di Trenord, per i quali “in orario” significa in orario, non dopo 5 minuti…). Non solo, sempre in base al Contratto, Trenord si era “impegnata a perseguire i seguenti obiettivi di qualità per ogni anno di vigenza contrattuale: 92,7% per il 2015, 93% per il 2016; 94% per il 2017 e 95% dal 2018”. Quindi, per il 2018 la società si era vincolata a far arrivare il 95% dei treni entro i 5 minuti. Da quanto testimonia il report, però, nel suo mese migliore del 2018, cioè gennaio, è riuscita a raggiungere solo l’89%. Per il resto è stato un mezzo disastro, come febbraio2019, quando l’indice è precipitato al 66,75%, per scendere ulteriormente a marzo, con il 66,59%. Nel secondo trimestre dell’anno la situazione è leggermente migliorata (86% aprile, 84% maggio), ma poi è tornata a sprofondare a  giugno (68,85%), per poi vegetare su uno scarsissima media compresa tra il 73 e il 78%. E non che il 2019 sia andato meglio, visto che la media dei primi quattro mesi è stata del 79% (89,6% a gennaio, 63,65 a febbraio, 85,74 a marzo e 80,23 ad aprile). Ma oltre ai ritardi, a rendere la vita dei pendolari una corsa a ostacoli ci sono anche le soppressioni totali e quelle parziali (queste ultime però inspiegabilmente non vengono calcolate quando si determina il bonus da riconoscere agli abbonati per i ritardi mensili) dei treni. Anche qui non va per niente bene: a marzo 2018, per esempio, è stato soppresso totalmente o parzialmente 1 treno su 12 (su 61.349 convogli totali, le soppressioni totali sono state 2.356, 2.480 quelle parziali); a luglio 1 su 10 (51.863 treni effettuati, 3.317 sopp. Tot. + 1.736 sopp. parz.). Il picco si è registrato ad agosto, quando su 69.936 treni fatti, ne sono stati soppressi 5.642 (2883 totalmente + 2.759 parzialmente). Nell’arco dell’intero anno, su 725.953 convogli effettuati, le soppressioni totali o parziali sono state ben 43.031 (23.377 tot. + 23.585 parz.). Nei primi tre mesi del 2019, invece, sui 250.113 treni effettuati, non ne sono mai arrivati a destinazione 12.879 (6.234 sopp. Tot. + 6.645 parz.). Ora, bisogna dire chiaramente che non tutti i treni soppressi sono diretta responsabilità di Trenord. Nel calderone vanno messi anche le numerose disfunzioni dovute a Rete Ferroviaria Italiana, che non sono affatto trascurabili, anzi; l’ingorgo dovuto alla precedenza accordata sempre e comunque ai convogli Alta velocità; gli scioperi; il maltempo e il triste susseguirsi di suicidi – altro dato assai preoccupante – , che bloccano per ore la circolazione imponendo ritardi e cancellazioni. Sta di fatto, però, che lo stato dell’arte è quello certificato dal report, ben lontano da quel 95% preventivato nel Contratto. Come dicevamo prima, ogni soppressione ha un costo. Che può essere reale o virtuale, visto che non tutti i posti poi sarebbero stati realmente venduti. Tuttavia per convenzione Trenord e Trenitalia li calcolano, attribuendo a ogni sedile andato in fumo un valore medio di circa 16 euro. È così che gli oltre 43 mila convogli soppressi nel 2018 hanno generato 10.073.333 posti non venduti, i quali, a loro volta, si sono tradotti una perdita potenziale di 179.305.335 di euro. Da dividere equamente tra i soci paritari, Regione Lombardia e Trenitalia, ovvero 89.652.667 euro a testa. E nei primi quattro mesi del 2019 le cose sono andate un po’ meglio, considerando che i “posti fantasma” sono stati 1.297.898, per un mancato introito pari a 23.102584 euro. Una consolazione.

Riscoprire la “musicalità” del dialetto è possibile su Radio Magenta. Parola di Carlo Morani e Gigi Galli che hanno ideato e realizzato un nuovo programma per “raccontare la vita di oggi con le parole di ieri”. Si tratta di “La Musica del Dialetto”, che dal 26 maggio 2019 andrà in onda ogni domenica alle 12.20 e poi in replica lunedì alle 7.30 e mercoledì alle 20.30. Radio Magenta può essere ascoltata nel Sud Ovest Milanese in maniera tradizionale sulla frequenza 92.200 MhZ oppure ovunque in streaming direttamente dal sito web www.radiomagenta.it o ancora scaricando l’Applicazione gratuita “Radio Magenta” per Android, Apple e Windows. Per Carlo Morani, 64 anni, ex assessore ai Servizi sociali del Comune di Magenta, si tratta di un ritorno a Radio Magenta, dove è stato uno dei principali protagonisti all’inizio degli Anni Novanta. Mentre è un esordio per il Gigi Galli, 57 anni, di Robecco sul Naviglio, da sempre attivo per promuovere il dialetto locale, soprattutto attraverso il teatro e la poesia«Mi sono accorto che a Magenta anche tra quelli della mia generazione ci sono rimaste poche persone a parlare principalmente in dialetto. – afferma Carlo Morani – Con questo programma vogliamo, senza troppe pretese, recuperare le vecchie parole del dialetto per raccontare in maniera confidenziale la vita di oggi e puntando tutto sulla musicalità del dialetto». Il format del nuovo programma di Radio Magenta rigorosamente in dialetto locale è di raccontare in 15 minuti la vita quotidiana, ascoltare una canzone in dialetto (che potrebbe anche non essere quello magentino) e attraverso il contributo di Gigi Galli fare anche un approfondimento più culturale, per esempio leggendo delle poesie. «Da paese in paese, anche a distanza di pochi chilometri, l’inflessione dialettale cambia. - spiega Gigi Galli -La mia per esempio è quella di Robecco sul Naviglio. Mentre Morani ha una tipica inflessione di Magenta. Una cosa è certa: insieme ne racconteremo delle belle». Marco Nosotti, direttore di Radio Magenta, aggiunge: «I tempi cambiano e oggi si vive in una dimensione globale e tecnologica in continua evoluzione, dove tutti sono interconnessi e distratti da migliaia di informazioni. Radio Magenta dal 1983 è sempre stata la radio più vicino al territorio e ha dato il suo contributo per valorizzare personaggi, storie e tradizioni locali. Una Radio attenta ai cambiamenti ma che non dimentica chi siamo e da dove veniamo. Con il programma di Carlo e Gigi si arricchisce il palinsesto e si offre ai nostri ascoltatori l’opportunità di scoprire la musicalità e la bellezza del dialetto locale, con l’augurio che si possa anche attirare l’attenzione delle generazioni. Non è una operazione nostalgia, ma un modo semplice per riscoprire insieme l’identità locale».

Patto locale in azione, controlli su tutto il territorio. Nella serata di venerdì 17 maggio, i comandi che aderiscono al Patto hanno predisposto controlli extra sulle arterie più importanti a tutela della sicurezza stradale. Dopo il rinnovo dell'accordo fra 20 Comuni, prima serata di pattugliamenti extra per garantire il presidio di strade e aree a rischio. Nessun episodio particolare rilevato, solo controlli di routine. La serata si è svolta senza criticità. Come si ricorderà, è stato rinnovato a Magenta il Patto locale per la Sicurezza che, a otto anni di distanza dalla sua inaugurazione, è cresciuto fino a coinvolgere 20 Comuni. Hanno aderito al Patto i Comuni di Abbiategrasso, Magenta, Corbetta, Marcallo con Casone, Mesero, Boffalora sopra Ticino, Bernate Ticino, Santo Stefano Ticino, Robecco sul Naviglio, Albairate, Cassinetta di Lugagnano, Ozzero, Cisliano, Arluno, Vittuone, Sedriano, Bareggio, Cornaredo, Settimo Milanese, Pregnana Milanese, per un totale di 255,82 chilometri quadrati.

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